PECHINO, 18 LUG – L'Italia e' ''solida'': la manovra appena varata ''e' strutturale'' garantisce stabilita' al paese, scongiura qualsiasi rischio di downgrading e i venti di destabilizzazione della scorsa settimana sono stati solo l'effetto di ''meri attacchi speculativi''.
Il ministro degli esteri, Franco Frattini, vola a Pechino – in una missione che lo vedra' in Cina toccare anche Shangai e Canton – per una quattro giorni che assume il sapore di un 'road show': il capo della diplomazia sbarca infatti nel paese del 'Dragone' con l'intento di rassicurare la Cina sull'Italia e la sua affidabilita'.
Ed il destinatario del messaggio non e' certo uno a caso: la Cina, che punta alla stabilita' dell'euro, ha immani riserve da investire e ha gia' messo gran parte delle sue risorse oltrefrontiera nei titoli di stato europei. E tra tutti anche in quelli italiani visto che, secondo stime di mercato, l'Impero Celeste ha gia' in mano il 13% del debito pubblico tricolore.
La missione del capo della diplomazia italiana, certamente finalizzata a consolidare i rapporti bilaterali punta, soprattutto – spiega il ministro – ad aprire la breccia, anche a nome dell'Ue, ad un vero partenariato politico con un 'player' mondiale sempre piu' strategico nell'agenda globale. Come dimostrato anche da quel 'G2' (Usa-Cina) che negli ultimi vertici internazionali ha rischiato di fare da protagonista indiscusso delle grandi decisioni strategiche.
Ma se l'obiettivo e' l'apertura di un nuovo capitolo sempre piu' 'politico' nei rapporti con Pechino, le ultime vicende di casa incombono. E forse preoccupano anche la Cina, come dimostrano le tante domande dei media cinesi al capo della diplomazia italiana: la maggior parte sul piano di austerity e le prospettive economiche del belpaese. Frattini rassicura a piu' riprese: ''non siamo come quei paesi che hanno chiesto aiuto all'Ue o ad altri paesi non Ue''.
L'economia italiana e' ''solida'' e le turbolenze sui mercati sono state solo il frutto di una ''speculazione su cui riflettere'', aggiunge non senza dimenticare anche di rassicurare sul piano politico sul pacchetto di misure appena varate, che garantiscono la ''stabilita' finanziaria fino al 2014''. Misure approvate in modo ''inaspettatamente veloce'': c'e' stata ''unita' nazionale tra maggioranza e opposizione come auspicato dal Capo dello Stato'', spiega ai giornalisti.
Pronto a ribadire gli stessi messaggi negli incontri istituzionali (vedra' il vicepremier Li Keqiang, destinato alla premiership della quinta generazione cinese, e tra gli altri il ministro degli esteri, Yang Jechi) ma anche in quelli con i principali Fondi Sovrani, in programma tra oggi e domani.
Ci sono poi i rapporti bilaterali da non dimenticare. Con un paese con cui l'Italia – spiega Frattini – punta a raddoppiare gli scambi commerciali (oggi intorno ai 45 miliardi di euro) da qui al 2015. E con il quale si guarda a investimenti e partenariati anche sul fronte del lavoro.
Il Dragone e' alle prese con l'esigenza di una riforma del mercato del lavoro e l'implementazione di un sistema di welfare in grado di reggere la crescita di anziani – legati a anni di politica del 'figlio unico' – e guarda al modello italiano con interesse. Come dimostrano due protocolli di collaborazione firmati oggi dal rappresentante del Ministro Sacconi a Pechino e da altre intese che Frattini siglera' domani nel corso del Comitato Governativo sino-italiano.
Nell'agenda della missione ci sono poi accordi di collaborazione per un sempre piu' intenso scambio tra studenti italiani e cinesi. E in ultimo, ma non meno importante, un accordo sui visti: l'abolizione per i passaporti diplomatici e la facilitazione delle procedure per le altre categorie, compresi i turisti. Dopodomani, poi, anche una tappa a Shangai per un nuovo punto sul futuro del padiglione italiano nel 'post-expo''.