PECHINO, 19 LUG – L'Italia si candida a fare da ''ponte'' per ''ridurre le distanze tra Cina e Europa'', ''a lavorare, a mediare affinche' in Europa si formi il consenso necessario per rispondere alle attese cinesi'': una missione che il ministro degli esteri, Franco Frattini, illustra a Pechino ai vertici della scuola del partito comunista cinese.
Frattini ha sottolineato di essere ''fiducioso'' sul superamento dei punti ''dolenti'' sui quali Europa e Cina ''faticano a trovare un accordo'': il riconoscimento dello status di economia di mercato e l'embargo sulle armi. Il capo della diplomazia italiana sbarcato nell'Impero Celeste con l'obiettivo di alzare il livello dei rapporti con Pechino – superando la tradizionale importazione economica bilaterale e lanciando un partenariato strategico piu' ampio – ricorda che nonostante l'Europa sia il primo partner commerciale del Dragone, il ''rapporto politico e' segnato da incomprensioni'' ma ''il successo del partenariato bilaterale fino-italiano ci riduce ad affrontare queste divergenze alla luce della fiducia e del rispetto reciproco''.
Frattini spiega cosi' ai vertici del Pcc, nel discorso del suo intervento, che l'Italia si fara' portavoce dell'esigenze in Europa di risolvere i nodi piu' spinosi. Primo fra tutti quello del riconoscimento dello status di economia di mercato a Pechino: ''Entro meno di cinque anni questo sara' un fatto economico e mi auguro che l'Ue comprenda l'importanza di promuovere fin d'ora una partita dall'esito scontato in cui l'anticipo sui tempi sarebbe una opportunita' retorica''.
Per quanto riguarda, invece, l'embargo sulle armi il capo della Farnesina riconosce che ''le difficolta' e le divisioni europee sono tante'', ma che ''sarebbe un paradosso invocare una Cina stabile e coinvolta nella sicurezza globale, mantenendo al contempo una misura che testimonia sentimenti politici di sfiducia''. Frattini, ricordando che la Cina moderna ''calca il palcoscenico della storia da protagonista'', guarda anche alla nuova generazione e al potere con la quale – sottolinea – ''noi europei dovremmo fare lo sforzo di superare l'attuale fase di crisi della gestione mondiale e provare di individuare obiettivi di piu' ampia portata''.
''Le grandi muraglie del passato attraggono turisti da tutto il mondo ma non sono piu' utili a preservare lo sviluppo: i nostri interessi sono cosi' intimamente interconnessi che abbiamo bisogno l'uno dell'altro'' attraverso ''un dialogo di ampio respiro'', che osa il capo della diplomazia italiana di fronte ai 'colletti cinesi'.