Galan: 'La norma sui mini enti va cancellata'

ROMA, 16 AGO – La norma della manovra varata dal governo che prevede la soppressione degli enti pubblici non economici che abbiano meno di 70 dipendenti ''e' del tutto inutile, illogica e grossolana''.

Lo dice il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, convinto che la disposizione vada ''immediatamente cancellata ed a questo proposito – annuncia – firmero' io stesso un emendamento soppressivo del comma 31, se non avro' certezza di un chiaro intervento in questa direzione''.

Tra gli enti a rischio, ricorda il ministro in una nota, non solo l'Accademia della Crusca, ma anche l'Accademia dei Lincei, la Scuola Archeologica di Atene e gli Istituti Storici Italiani.

''Stamane, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge n. 138 contenente la manovra economica approvata venerdi' scorso in Consiglio dei ministri – dice Galan – ho verificato con i miei uffici l'esatto impatto del comma 31 dell'art.1, che prevede la soppressione degli enti pubblici non economici che abbiano meno di 70 dipendenti. Purtroppo – sottolinea il ministro – a rischiare l'estinzione non e' solo l'Accademia della Crusca, che gia' ieri ha levato la sua voce di protesta, ma anche istituzioni prioritarie per la storia e la cultura italiana. Mi riferisco, ad esempio, all'Accademia dei Lincei, alla Scuola Archeologica di Atene ed agli Istituti Storici Italiani. Ne ho citati alcuni, ma ve ne sono anche altri non ricadenti nelle competenze dirette del mio ministero, ma non per questo mi preoccupa meno la loro estinzione''.

Per il ministro dei Beni culturali, ''la norma in questione e' del tutto inutile, illogica e grossolana. Va immediatamente cancellata ed a questo proposito firmero' io stesso un emendamento soppressivo del comma 31, se non avro' certezza di un chiaro intervento in questa direzione. Sono d'accordo sulle misure che devono contenere la spesa pubblica, ma questa del comma 31 non ha nulla a che vedere con la crisi economica mondiale e con i risparmi che servono per rassicurare i mercati europei. Non posso permettere leggerezze sulla tutela delle istituzioni culturali italiane – conclude – e sul loro, necessario, sostegno economico''.

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Alberto Francavilla