Oltre due milioni di euro: a tanto ammonterebbe una truffa ai danni della Provincia di Roma, andata avanti dal 2003 al 2007, e attuata con attestazione fittizie di lavori per ottenere i gettoni di presenza. Per questa vicenda 27 persone rischiano di finire sotto processo tra ex consiglieri provinciali e titolari di società in cui i politici risultavano assunti.
Nei loro confronti il pm Assunta Cocomello ha chiesto il rinvio a giudizio. Tra gli imputati figurano l’ex presidente del consiglio regionale del Lazio, Guido Milana (Pd), i consiglieri provinciali in carica Bruno Petrella (Pdl), Francesco Paolo Posa (Pd), Ruggero Ruggeri (Pd), e gli ex Massimo Davenia (La Destra), Angelo Miele (Sdi), Leonardo Catarci (Pdl), Alessandro Coloni (Pd) e Stefano Di Magno (An).
I reati contestati, a vario titolo, sono quelli di truffa, omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche. Identico il meccanismo e la contestazione formulata nei confronti dei politici. Gli ex e attuali consiglieri provinciali imputati, secondo l’accusa, in concorso con dirigenti di diverse società , avrebbero, “con artifici e raggiri”, stipulato “un contratto di lavoro subordinato con il quale venivano assunti alle dipendenze della società ”. Si sarebbe così instaurato “un rapporto di lavoro fittizio presso la stessa società , non avendo mai in realtà prestato”, il politico, “un’effettiva attività lavorativa”.
Così si sarebbe indotta “in errore la Provincia di Roma, poichè, avvalendosi delle norme che prevedono il rimborso a carico della Provincia di quanto corrisposto al consigliere a titolo di retribuzione dal datore di lavoro, per le ore o giornate di effettiva assenza del lavoratore dovuta allo svolgimento della funzione pubblica elettiva, si procuravano un ingiusto profitto ai danni del medesimo ente, cagionando così un danno patrimoniale di rilevante entità ”.
