BOLOGNA, 4 AGO – Il consiglio e' quello di ''non minimizzare una storia, nella quale hanno giocato un ruolo gli uffici comunali di Modena, quando Bonaccini era assessore, finita tragicamente nell'omicidio di chi denunciava di essere stato vittima di soprusi e angherie da parte del Comune''.
Cosi', il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, commenta l'apertura di una indagine della Procura di Modena, nei confronti del segretario del Pd dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in merito alla concessione nel 2003 di un chiosco nel parco Enzo Ferrari. Il riferimento e' a Achiropita 'Tina' Mascaro, la barista poi poi fu uccisa l'1 febbraio 2007 nel suo 'Feeling bar' di via Uccelliera.
''E' incredibile – scrive in una nota – come esponenti del Pd, come il segretario nazionale Bersani e il segretario regionale Bonaccini si siano precipitati a chiedere perentoriamente le dimissioni del sindaco di Parma, per responsabilità non sue ma eventualmente di funzionari comunali infedeli, benche' – aggiunge – quel sindaco, diversamente da Bonaccini, non abbia mai ricevuto un avviso di garanzia, e nel contempo si autoassolvono in tempo reale anche da ogni eventuale responsabilita' politica per i fatti di Modena''.
Ad ogni modo, conclude Giovanardi, ''noi non chiediamo le dimissioni ne gettiamo la croce addosso a nessuno ma per cortesia ci vengano risparmiati da parte del Pd i soliti due pesi e due misure e frasi surreali come quelle di Bonaccini: 'Se avessi qualche sospetto sarei io il primo a chiedere le mie dimissioni'''.