Il disegno di legge Meloni sulle comunità giovanili, su cui sono emerse profonde divisioni nel Pdl sfociate nella rissa di oggi nell’Aula della Camera e che è stato rinviato in commissione, si prefigge l’obiettivo di ”promuovere e incentivare su tutto il territorio nazionale la nascita di nuove comunità giovanili e di consolidare e rafforzare quelle già esistenti, anche attraverso scambi e progetti con altre realta’ nazionali e internazionali”.
Le comunità, si legge nel testo, dovranno favorire ”l’educazione all’impegno sociale e civile, alla legalita’, alla partecipazione e alle conoscenze culturali”, promuovere la vita associativa e attivita’ di formazione e collaborare con il ministero della Gioventù.
Il testo specifica che non sono considerati comunita’ giovanili i partiti politici né le associazioni sindacali, professionali e di categoria. Per accedere ai fondi previsti (12 milioni di euro) le comunita’ dovranno essere iscritte ad un apposito registro istituito presso il ministero e avere, dunque, specifici requisiti. Un Osservatorio ad hoc (i cui componenti non riceveranno compenso) monitorera’ gli effetti della legge, il lavoro delle comunita’ (con un rapporto biennale) e promuovera’ studi sul mondo giovanile.
