Giuseppe Narducci: 'Giudicatemi come assessore'

NAPOLI, 14 GIU – E' stato per giorni bersaglio di critiche politiche, ma anche dell'Associazione magistrati, per aver deciso di accettare un incarico di assessore a Napoli, citta' dove e' stato per anni in prima linea come pm di delicate inchieste, da Calciopoli al caso Cosentino. Il nuovo assessore alla Sicurezza del Comune, Giuseppe Narducci, preferisce non rispondere: ''Da ieri sera alle 19 io sono un assessore della Giunta de Magistris''. Il suo compito, ora, appesa la toga al chiodo dopo aver chiesto e ottenuto l'aspettativa dal Csm, e' ''svolgere il lavoro che mi e' stato assegnato e lavorare per i napoletani''.
"Per me, tutte le questioni di questa settimana, su cui posso aver rimuginato in vario modo, sono terminate nel momento in cui sono diventato assessore – afferma – è auspicabile che tutti, da oggi, si abituino all'idea che io sono un assessore e si confrontino sulla mia figura e sul mio ruolo in relazione a cio' che gia' da stanotte sto facendo''.
Ieri, rispondendo a una domanda dei giornalisti, a Napoli, lo stesso presidente Napolitano aveva sottolineato che ''il legislatore e' in ritardo'' rispetto a casi come quello di Narducci. ''Il presidente della Repubblica fa le sue doverose valutazioni su un tema di portata istituzionale. Per quanto mi riguarda, la questione e' terminata nel momento in cui il plenum mercoledi' scorso ha fatto la sua delibera''.
Ma Narducci non ha intenzione di rispondere alle critiche dell'Anm. ''In questo momento no'', risponde. Ora, dice, ''mi confronto con un mondo nuovo e il mio ruolo. Mi viene richiesto dal sindaco e anche dai cittadini. E secondo me l'umore dei cittadini comuni e' anche leggermente diverso dalla rappresentazione che fino a ieri esiste''.
Per certi versi, ammette, si aspettava un clamore del genere per la sua decisione. ''Nei limiti anche fisiologici perche' si tratta di un tema delicato anche dal punto di vista istituzionale – prosegue – Poi credo che sia legato anche alla dirompente novita' dell'elezione di de Magistris''.

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Alberto Francavilla