Daniele Capezzone accusa la magistratura di invadere il terreno politico. Secondo il portavoce del Pdl «è molto grave che, nell’Italia del 2009, si debbano ricordare perfino nozioni elementari, che sarebbero scontate in qualunque altra democrazia occidentale. In base alla nostra Costituzione, le leggi le fa il Parlamento, che è stato eletto dal popolo e che è, su mandato degli elettori, titolare del potere legislativo».
«Ai magistrati spetta invece il compito di applicare le leggi, e non certo quello di sconfinare in un terreno che a loro non appartiene. È l’ora che finiscano queste invasioni di campo da parte della magistratura: e in ogni caso i cittadini hanno ben compreso che la minoranza di magistrati più faziosi e politicizzati, che ha in un pugno la rappresentanza sindacale delle toghe, ha intenzione di combattere contro le riforme come se fosse un soggetto politico. Tutto ciò non è accettabile: chi vuole fare battaglie politiche, lasci la magistratura e si candidi alle elezioni».