ROMA – Pene piu’ severe per chi si macchia del reato di corruzione, compresa quella accessoria di interdizione perpetua dai pubblici uffici per i condannati; tempi di prescrizione di piu’ lunghi per questo reato e bilanci dei partiti sottoposti al vaglio della Corte dei conti. Sono queste alcune delle proposte portate da Fli al tavolo sulla giustizia con il ministro Paola Severino secondo quanto spiegano Giulia Bongiorno, Italo Bocchino e Benedetto Della Vedova al termine dell’incontro con la guardasigilli.
L’incontro, al ministero della Giustizia, e’ durato oltre un’ora e tra poco e’ previsto l’arrivo di una delegazione del Pdl. ”E’ stato un incontro positivo – ha detto Bocchino – nel quale abbiamo discusso di aspetti tecnici ma anche politici. Abbiamo ribadito che per noi e’ importante che la riforma non abbia alcun atteggiamento punitivo contro i magistrati e abbiamo chiesto misure molto severe sulla corruzione che e’ una piaga insostenibile”.
All’incontro, infatti, si e’ discusso sia delle modifiche al ddl anti-corruzione in esame in commissione alla Camera che della norma introdotta alla legge comunitaria sulla responsabilita’ civile delle toghe che di intercettazioni. Per quanto riguarda il primo punto il ministro nell’incontro ha confermato che dopo Pasqua ci sara’ un emendamento governativo e Fli chiede norme severe. Sulla responsabilita’ civile dei giudici la presidente della Commissione giustizia di Montecitorio spiega: ”E’ giusto che chiunque commette un errore paghi ma l’emendamento della Lega ha reso la norma inapplicabile perche’ crea nel giudice il terrore”.
”Un giudice – sottolinea la Bongiorno – deve avere responsabilita’ se commette un errore con dolo non se sbaglia interpretazione. Serve una responsabilita’ con confini certi e non allargata a dismisura”. Per quanto riguarda, infine, le intercettazioni la Bongiorno sottolinea: ”E’ inutile che si pensi che non ci vogliamo sedere a questo tavolo, abbiamo passato tantissimo tempo su queste norme e trovato un punto di equilibrio e per noi non possono essere uno strumento per creare il silenzio stampa su fatti gravissimi”. Tutto cio’, pero’, ha aggiunto ”non significa che non ci siano modifiche da fare”.