ROMA, 13 AGO – ''Una politica di rigore economico e di efficienza non puo' non aprire un discorso serio sulla revisione della geografia giudiziaria e sulla depenalizzazione dei reati minori. A parole, l'efficienza e' un bene che sta a cuore a tutti, e allora se ne parli in concreto, non in astratto''. Cosi' il ministro della Giustizia Nitto Francesco Palma in un'intervista al Sole 24 Ore in cui parla anche di 'processo lungo' ritenendo che non avra' ''effetti deflagranti'' e che ''i giudici troveranno la giusta chiave interpretativa''.
Sulla situazioni della giustizia, delle carceri – per le quali bisogna ''leggere la Costituzione'' – e delle pene, il ministro afferma che ''non si puo' andare avanti solo con risposte settoriali ed emergenziali come l'indulto o la costruzione di nuove carceri. Serve un intervento organico''. Sull'efficienza della giustizia, sottolinea Palma, ''incidono la penalizzazione di una serie di fatti minori, che quasi sempre vanno in prescrizione ma ingolfano gli uffici giudiziari, pesano sul lavoro dei magistrati, incidono sull'esercizio dell'azione penale''.
''Sui tribunali minori – aggiunge il ministro – so che sara' complicato superare alcune resistenze politiche e territoriali, ma la revisione puo' essere fatta in vari modi, soft o radicale. Io non ho in mente una riforma brutale, a meno che non sia condivisa, ma una razionalizzazione che apra almeno la strada''. Secondo Palma pero' ''il cerino non e' solo nelle mani del ministro'', come per esempio riflettere se ''per reati particolarmente gravi, si possa ricorrere piu' spesso agli arresti domiciliari'', riferendosi a quanto detto dal primo presidente della Cassazione.
''Mi e' stato detto – aggiunge il ministro nell'intervista – di muovermi per la riforma della giustizia e per quella sulle intercettazioni che, tra l'altro, costituiscono oltre il 40% delle spese generali di giustizia''.
In proposito, continua il ministro, ''mi permetto di ricordare che anche il capo dello Stato ha parlato di uso delle intercettazioni non sempre corrispondente al Codice e ha segnalato la frequente fuoriuscita di notizie riguardantila sfera privata, prive di rilevanza penale''.
Le sue parole – conclude – ''sono in linea con quanto ha sempre detto il centrodestra e credo che la riforma delle intercettazioni non potra' discostarsi da questi due binari''.
