Gli 80 euro di Renzi: il Tesoro cerca i soldi. L’8 aprile il giorno X

Gli 80 euro di Renzi: il Tesoro cerca i soldi. L’8 aprile il giorno X

ROMA – Matteo Renzi ha promesso che il 27 di maggio 10 milioni di italiani avranno 80 euro in più in busta pagaMagari i beneficiari non saranno proprio 10 milioni e forse gli euro saranno qualcosa in meno di 80 (dipende anche dall’effetto del fisco).

Il giorno decisivo resta comunque l’8 aprile: ci sarà un Consiglio dei ministri che all’ordine del giorno avrà i due punti cruciali, il Documento di economia e finanza che fissa il quadro di bilancio in cui deve avvenire l’operazione 80 euro, e un decreto legge attuerà i primi tagli della spending review, per trovare le coperture.

Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano spiega che

Il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan ha messo al lavoro i supertecnici del ministero, da giorni alle prese con i modelli econometrici che devono produrre il risultato desiderato: numeri compatibili sia con le promesse del premier che con le richieste della Commissione europea. Venerdì sera, intervistato da Enrico Mentana su La7, il premier Matteo Renzi ha anticipato che la crescita del Pil 2014 sarà rivista al ribasso dall’1 per cento stimato da Enrico Letta al 0,8-0,9 (comunque ottimistico visto che le principali previsioni indipendenti parlano di 0,6).

Il deficit, stimato al 2,5 per cento del Pil, non arriverà mai e poi mai al 3 per cento, hanno giurato i tecnici del Tesoro agli sherpa della Commissione che stanno seguendo i lavori preparatori del Def. Certo, un po’ di spesa in deficit ci sarà, ma al massimo fino a 2,7-2,8 per cento. E nella sua intervista a Repubblica di mercoledì, Padoan ha ribadito che l’Italia rispetterà anche la regola del debito, quella che prevede una riduzione progressiva in modo da essere in regola con i parametri del Fiscal compact dal 2016. Tradotto: bisogna fare un aggiustamento strutturale da 0,5 punti di Pil cui corrispondono tagli duraturi per 4-5 miliardi.

Ad ogni modo il bonus da 80 euro a 10 milioni di italiani costa circa 10 miliardi all’anno, visto che nel 2014 partirà da maggio ne bastano poco più di 6. Se la soglia di stipendio mensile che permette di accedere scendesse da 1.500 a 1.300 euro – come si dice in questi giorni – il conto si ridurrebbe ancora.

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Alessandro Avico