ROMA, 26 NOV – Un mix di nuove tasse e di tagli alla spesa che potrebbe avere un valore iniziale di 13 miliardi di euro: il premier e ministro dell'Economia Mario Monti oggi ha lavorato al Tesoro e ha presieduto un vertice interministeriale per mettere a punto non solo la manovra di correzione dei conti ma anche un pacchetto di misure complessivo con i primi 'pezzi' di riforme per rilanciare la crescita. Il tutto dovrebbe arrivare nel giro di 8-10 giorni: probabile un consiglio dei ministri per le misure il 5 dicembre. La manovra allo studio dovra' tenere conto della minore crescita e del maggiore esborso per interessi sui titoli di Stato. La Cgia calcola che quella preannunciata dal nuovo governo e' la ventesima manovra correttiva in dodici anni e che portera' il conto complessivo a 575 miliardi di euro, oltre 6.000 euro a italiano. Il pacchetto in arrivo comprenderebbe dunque anche 'spicchi' di riforma per il rilancio dell'economia, considerato anche che ieri la Commissione europea ha ribadito l'importanza del rilancio della crescita, oltre alla tenuta dei conti. Colpo d'acceleratore per le liberalizzazioni, con un'attenzione particolare per i servizi pubblici locali e le professioni. Ma la ripresa passerebbe anche per misure ad hoc per velocizzare le infrastrutture, recuperando alcune semplificazioni che dovevano arrivare con il decreto sviluppo del precedente governo, per modernizzare le reti energetiche e per estendere la banda larga. Un primo passo potrebbe essere fatto anche per la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro.
Sui tempi oggi era arrivato un annuncio da parte del presidente della Camera, Gianfranco Fini, secondo il quale le misure potrebbero arrivare gia' la prossima settimana. Il consiglio dei ministri si dovrebbe tenere martedi' 29 ma ci dovrebbe essere solo un primo giro di tavolo, per poi varare le misure la settimana successiva, alla vigilia del Consiglio europeo. In ogni caso i provvedimenti avranno una corsia parlamentare preferenziale e saranno approvati entro Natale.
C'e' da verificare se davvero il Parlamento non si opporra' alla stretta annunciata. Alle critiche sull'ipotesi di una patrimoniale – si studia un mini-prelievo dello 0,5% sui patrimoni oltre un milione di euro – oggi si aggiunge una petizione di una parte del Pdl per bloccare la reintroduzione dell'Ici. Resta infatti sempre l'imposizione sulla casa sotto la lente del governo per reperire a breve nuove risorse.
Sulle pensioni invece il punto di partenza per una riforma e' il ''metodo contributivo''. Lo aveva scritto qualche giorno fa Elsa Fornero prima di diventare ministro del Lavoro; un contributo per una rivista che e' stato pubblicato oggi da 'Repubblica' e che in qualche modo conferma le strategie annunciate nei giorni scorsi sul fronte previdenziale.
