ROMA – Riforma del fisco. Riduzione delle missioni militari internazionali. Trasferimento dei ministeri al Nord. Ritiro dalla Libia. Blocco navale nel Mediterraneo per gli immigrati nordafricani. Ma anche stop in Cdm al decreto rifiuti in Campania e forse, si ragiona in ambienti della maggioranza, il colpo ad effetto di chiedere a Silvio Berlusconi di fare un passo indietro in vista delle elezioni del 2013.
La ''svolta'' che Umberto Bossi annuncera', in studiata solitudine scenica, dal palco allestito nel prato della cittadina bergamasca potrebbe essere proprio questa. I vertici lumbard sono riusciti a mantenere il massimo riserbo sull'annuncio di Bossi, alimentando cosi' i sospetti di un clamoroso ultimatum a Berlusconi.
Anzi proprio sull'ambiguita' sembra giocare il Carroccio, in modo da far crescere l'attesa per il raduno lombardo.
E ''questo di Pontida e' un appuntamento importante in cui si diranno tante cose che certamente influiranno sulla scena politica'', afferma sibillino il ministro Roberto Maroni perche' ''la Lega e' determinante e gioca un ruolo da protagonista''.
Come se non bastasse, a minare la tranquillita' degli alleati del Pdl ci si mette anche il ministro Roberto Calderoli che rivendica con orgoglio il merito di aver bloccato per ben due volte in Consiglio dei ministri il decreto per i rifiuti a Napoli. Lo stop ai rifiuti mette in difficolta' il Pdl: il governatore campano Stefano Caldoro e' alla disperata ricerca di una soluzione per l'emergenza mentre il deputato Edmondo Cirielli e' pronto a lasciare il partito se il governo non varera' quanto prima un provvedimento ad hoc.
Insomma, in vista di Pontida la Lega torna alle sue origini e ad agitare i vecchi 'vessilli' delle battaglie ideologiche contro il 'Palazzo' e gli sprechi del Sud.
Calderoli annuncia che domenica verra' avviata la raccolta firme per la proposta di legge di territorializzazione dei Ministeri. ''In sei mesi – afferma Calderoli – dobbiamo raccogliere 50mila firme ma abbiamo l'intenzione di raccoglierne milioni, in modo da piegare il Palazzo''.
Il protagonismo dei big del Carroccio rivela il riaccendersi di quella competizione mai sopita nel partito in vista di un avvicendamento di Umberto Bossi alla guida del movimento.
Il senatur ne e' consapevole ma sa di poter contare sulla cieca fedelta' dei suoi uomini e che sara' soltanto lui a decidere i tempi di qualsiasi cambiamento. Sul palco bergamasco Bossi traccera' il cammino del Carroccio e dovra' tentare di rinnovare la 'alleanza' un po' sfilacciata con la base leghista dopo le sconfitte alle amministrative e ai referendum.
Si tratta di un difficile gioco di equilibrio tra lo spirito ''di lotta'' sul territorio su cui ha fondato il movimento e le responsabilita' ''di governo'' a cui e' chiamato il Carroccio con i suoi ministri a Roma.
Il governatore del Veneto Luca Zaia definisce Pontida ''la consueta nostra assemblea dei soci, i nostri attivisti''.''Ed e' giusto – spiega – che ci sia un momento di confronto''. ''Pontida ogni anno – aggiunge – e' l'occasione per fare un bilancio, un'operazione che facciamo sia nei momenti postivi che negativi. E servira' da riassunto all'attivita' governativa fatta dai nostri ministri che e' sotto gli occhi di tutti''.
A Pontida guarda anche il Pd. Il segretario Pier Luigi Bersani torna a tentare il Carroccio e lo invita a mollare Berlusconi: ''Rifletta a fondo se sia o meno il caso di rilanciare sulla vecchia strada – dice – o trovarne una nuova, come credo sia indispensabile''.
Parole e aspettative alle quali dara' risposta Bossi soltanto domenica.