CITTA' DEL VATICANO, 25 FEB – Un ''emendamento utile e che crea giuste attese'', definisce Avvenire il provvedimento del governo Monti su Ici e non-profit, esprimendo pero' dubbi sui possibili rischi per il mondo delle scuole cattoliche.
''L'emendamento ha chiarito tutto cio' che c'era da chiarire? In parte – scrive il quotidiano della Cei in un editoriale -. Rispetto al passato sembra cambiare poco. Per gli immobili a uso commerciale si paghera' domani come si pagava ieri. Chi evadeva l'imposta avra' meno scappatoie. Ma soprattutto un ente non profit, quando svolge in un suo immobile un'attivita' solo parzialmente commerciale, paghera' l'imposta non per l'intero immobile, ma per la parte adibita ad attivita' commerciale''.
Secondo Avvenire, tuttavia, ''alcuni, nel mondo del 'senza fine di lucro', potrebbero restare ancora con il fiato sospeso''. ''Il caso piu' evidente – spiega – e' quello delle scuole paritarie, non statali, che svolgono un servizio pubblico. Il caso evidentissimo e' quello delle innumerevoli scuole dell'infanzia, che gia' oggi vivono di stenti (non pochi parroci e non poche associazioni che le tengono in piedi sono allo stremo), pur essendo in molti piccoli centri l'unica realta' a disposizione delle comunita' locali (strumento di solidarieta', ed esemplare applicazione del principio costituzionale di sussidiarieta')''. ''Un'imposta in piu' sarebbe per loro il colpo di grazia – sostiene il giornale dei vescovi -. Chi si occuperebbe di quei bambini, chi darebbe risposta abbordabilissima alle attese delle loro famiglie?''. Piu' in generale, aggiunge, ''e' il caso degli innumerevoli servizi che il non profit – cattolico e di ogni fede, orientamento, colore… – svolge in Italia a servizio della collettivita'. Servizi pubblici che comportano forme di 'attivita' commerciale', ossia soldi che entrano ed escono, com'e' inevitabile quando si erogano servizi''. ''La solidarieta' e la sussidiarieta' saranno tassate? – chiede infine Avvenire -. Sarebbe un autogol, una forma di autolesionismo tanto smaccata che neppure vogliamo pensarci''.