ROMA – “Fini salva Di Pietro”: Il Giornale e Libero sottolineano la mossa del presidente della Camera in soccorso al leader Idv, rimasto con 19 deputati alla Camera dopo le dimissioni di Massimo Donadi e Nello Formisano e da ultimo di Fabio Evangelisti. Un numero troppo basso di onorevoli per far sopravvivere il gruppo dell’Idv, che così rischia lo scioglimento.
A Montecitorio il numero minimo è di venti deputati. Antonio Di Pietro avrebbe già chiesto una deroga a Gianfranco Fini. E il sì, scrive il Giornale, è “scontato, dal momento che non esistono precedenti di gruppi sciolti per uno o due deputati, per di più a fine legislatura”.
Nel frattempo Di Pietro continua con la sua linea: nessuno scioglimento del partito, “come se dovesse vergognarsi della sua storia invece che esserne fiera”.
Peccato che, sottolinea il Giornale,
“Il suo ex delfino, Luigi de Magistris però anche ieri lo ha contraddetto: Tonino dovrebbe mettere “a disposizione la sua storia per un progetto politico più grande”.
Ma se Donadi e Formisano si sono dimessi solo dall’Idv, andando nel Gruppo Misto, Evangelisti si è dimesso proprio da deputato, e quindi al suo posto subentrerà alla Camera un non eletto dell’Idv. Per di più dall’Api di Francesco Rutelli starebbe per tornare il già Idv Giuseppe Vatinno.
“Il gruppo ha comunque bisogno di un aiuto da Fini per stare formalmente in piedi. Sempre che qualcun altro non se ne vada: non è un mistero che Bersani guardi con interesse alla dispersione dell’Idv. E l’ascendente di Grillo, per un riposizionamento futuro, è molto forte sui deputati scontenti”.
