Il Csm va messo a dieta: ci costa 35 milioni

Sono certo che quello che scriverò del Consiglio superiore della magistratura farà aggrottare le sopracciglia di qualche difensore della Costituzione, ma non voglio rinunciare ad essere un uomo libero e pragmatico, ragione per cui ho atteso la giornata in cui si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei membri togati, per raccogliere alcune riflessioni sul Csm.
Ecco perché credo di poter dire che questo organo costituzionale debba rientrare, in prima fila tra quelli a cui chiedere un significativo taglio delle spese. Ricavare i dati della gestione del Csm non è stato facile. Diversamente da altri organi costituzionali, come la Consulta, il Csm non ha ritenuto di dover mettere in rete il proprio bilancio con l’elenco delle spese, dei beneficiari delle stesse, coi costi per il personale e con le indennità destinate ai suoi membri. L’unico dato relativamente recente che ho potuto consultare è stato quello relativo al 2008 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nell’ottobre del 2009. Il dato più interessante che ne ho ricavato è che, di sole indennità e rimborsi ai membri del Csm sono stati sostenuti costi per 6.272.000,00 il che diviso tra i 16 togati e gli 8 laici fa all’incirca 261.000,00 ciascuno. Non poco se si considera che il costo complessivo del funzionamento del Csm nel 2008 è ammontato a…

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