Il Futurista: "Ppe? Casa dei moderati? No, isoliamo la destra arcoriana"

ROMA – ''La succursale italiana del Partito popolare europeo? La casa dei moderati? Il nuovo centrodestra? Quello che Angelino Alfano sta tentando di costruire – su suggerimento del suo capo, il sempreverde Silvio Berlusconi – non e' nulla di tutto questo. E', molto semplicemente, l'ennesimo tentativo di dare una patina 'politica' agli interessi del Cavaliere. E di farlo, per giunta, utilizzando temi e slogan che erano vecchi dieci anni fa, figuriamoci oggi''. E' quanto si legge sul 'il futurista' (www.ilfuturista.it), quotidiano di area finiana che torna a commentare il discorso di ieri di Angelino Alfano e il suo invito a costruire una ''casa dei moderati''.

''Il centrodestra sponsorizzato da Alfano – sottolinea il futurista – e' roba lontana anni luce da quel che dicono e fanno Angela Merkel, David Cameron e Nicolas Sarkozy (per non parlare del centrodestra olandese o di quello scandinavo). Chiusura sui diritti civili in nome di una strisciante omofobia, silenzio sulla legalita' e sulla corruzione, lotta dura contro la 'magistratura di sinistra', occupazione militare della televisione pubblica''.

''Eccola – scrive – la piattaforma di Angelino: guarda caso e' la stessa di Silvio. Ecco perche', anziche' interrogarsi sulla possibilita' o meno di accogliere l'invito di Alfano a deporre le armi per costruire un nuovo soggetto politico, il Terzo polo (e soprattutto Futuro e liberta') ha ora il dovere di tirare dritto per la sua strada, senza ascoltare le sirene di una fasulla ''ricomposizione dei moderati'' che sarebbe la vittoria finale (e immeritata) di Silvio Berlusconi.

Insomma, non sara' certo l'avatar del Cavaliere – prosegue il futurista – ad aggregare un grande ''polo per l'Italia''. Al massimo potra' riunire Storace, Giovanardi e la Santanche' e dar vita a una piccola destra berlusconiana, nostalgica ed estremista''.

''Ma i moderati – si legge ancora – i popolari, i riformatori sono un'altra cosa. E si ritroveranno altrove. Magari in un grande rassemblement nazionale – conclude l'articolo, invocando una sorta di ''arco costituzionale'' – che escluda dalla gestione del paese l'impresentabile esercito dei reduci di Arcore''.

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Daniela Lauria