ROMA – ”Abolire del tutto il finanziamento pubblico vuol dire favorire una politica dominata solo dai più ricchi. Abbiamo previsto un sistema di finanziamento misto, pubblico/privato. I partiti spendono troppo e sono poco trasparenti, ma togliere il finanziamento sarebbe pericoloso”. Queste le parole di Valerio Onida al termine del lavoro del gruppo di saggi nominati da Giorgio Napolitano.
In una intervista al Messaggero il presidente emerito della Corte Costituzionale spiega che ”Napolitano ha voluto offrire al prossimo governo, al Parlamento e ai partiti una base di proposte su cui verificare possibili convergenze. Saranno però le forze politiche gli utilizzatori finali del nostro lavoro e spetterà loro dire se è stato utile”.
Di sicuro, ”la legge attuale non va bene e proponiamo di cambiarla. Non c’è stata una linea prevalente: i presidenzialisti ritengono che il doppio turno di collegio si possa coniugare solo al semipresidenzialismo, ma io non sono di questo avviso. Abbiamo proposto di garantire agli elettori la scelta degli eletti: si può fare con le preferenze o con i collegi, e abbiamo indicato diversi sistemi”.
Onida si dice però ”contrario all’ipotesi di affidare la revisione costituzionale a una commissione redigente di parlamentari e non, che sottopone alle Camere prima e all’elettorato poi, via referendum, un blocco unico di riforme costituzionali. Si rischierebbe di innescare un processo che potrebbe travolgere l’intera Costituzione”.