Il Comitato per la prevenzione e la tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa denuncia i “maltrattamenti” subiti dai migranti durante le operazioni di respingimento condotte dalle autorità italiane. Nel testo del rapporto reso noto oggi, il Cpt analizza sette operazioni di respingimento condotte fra il 6 maggio e il 31 luglio 2009 con destinazione Libia e Algeria.
Questa la descrizione che viene fatta di alcune operazioni nel rapporto del Cpt: migranti lasciati sul ponte di una nave con poca acqua, senza cibo, né coperte anche per 12 ore, dopo un viaggio durato giorni che li ha lasciati disidradati, in stato confusionale, alcune volte in stato comatoso. Tra loro – prosegue la descrizione – potenziali richiedenti asilo, o persone che hanno ricevuto documenti temporanei dall’Unhcr, ma anche minori e donne in avanzato stato di gravidanza. In alcuni casi hanno subito maltrattamenti tali da dover essere ricoverati, oppure si sono visti togliere tutti i loro beni senza che gli fossero mai restituiti.
“Nella maggior parte dei casi le informazioni che abbiamo raccolto non sono dirette, perché per noi era impossibile andare in Libia, ma le testimonianze concordano su molti particolari”, ha detto Jean-Pierre Restellini, membro della delegazione del Cpt che ha condotto la visita in Italia. Sull’attendibilità delle fonti, Restellini sottolinea: “Dopo 20 anni di lavoro con il Cpt, ho la presunzione di saper riconoscere il vero dal falso”.