L’Italia รจ terra di migranti, e se da una parte occorre fermare la ”emorragia” di talenti nazionali verso l’estero, dall’altra occorre avere ben presente ”l’imprescindibile contributo” che l’immigrazione fornisce al nostro paese e favorire quindi ”l’integrazione fondata sul rispetto reciproco”. Lo dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio per la ”Giornata Internazionale del Migrante”, sottolineando che la fuga di cervelli รจ una ”debolezza” del nostro sistema.
”In occasione della ‘Giornata Internazionale del Migrante’ e in prossimitร dell’inizio del nuovo anno, che segna anche il 150esimo anniversario dell’unita’ d’Italia, rivolgo un saluto augurale – scrive il capo dello Stato – ai molti emigrati italiani all’estero e ai loro discendenti, e ai tanti stranieri immigrati nel nostro Paese. L’Italia si caratterizza per il fatto di essere una terra di migranti, e la storia di questo fenomeno avrร il posto che le spetta anche nelle celebrazioni del 150/o della nostra Unitร . Con il tempo l’emigrazione italiana si รจ notevolmente ridotta, ma non รจ mai cessata e, anzi di recente ha registrato una ripresa. Tuttavia il carattere della nostra emigrazione รจ profondamente mutato. I nuovi emigrati sono solo marginalmente lavoratori poco qualificati. A lasciare il nostro paese non solo per determinati periodi, ma definitivamente, sono spesso brillanti laureati e ricercatori, tecnici, imprenditori, personale altamente qualificato”.
“Questa emorragia di talenti rappresenta allo stesso tempo una perdita per il nostro paese e un segnale di debolezza del nostro sistema scientifico e produttivo, della sua capacitร di mettere a frutto risorse umane, di selezionare e promuovere in base al merito. Mi auguro che i nuovi, come i vecchi emigrati italiani, si trovino a loro agio nei Paesi dove vivono, studiano, lavorano, che non siano oggetto di pregiudizi e discriminazioni, che possano realizzare i propri progetti e contribuire al benessere di questi Paesi. Spero soprattutto che l’Italia possa dimostrarsi capace di invogliarli a rientrare, che possano trovare in Patria gli stessi supporti e le stesse opportunitร che li hanno motivati a vivere altrove”.
”Ma l’Italia – prosegue Napolitano – รจ oggi soprattutto un Paese di immigrazione. Un’immigrazione che costituisce ormai parte integrante della popolazione. Sono giร molti i figli di immigrati nati qui, e’ ampia la presenza di bambini e ragazzi nelle scuole, sono numerosi gli immigrati che comprano casa. L’immigrazione contribuisce a ridurre carenze di popolazione in etร produttiva e di manodopera, in particolare per alcuni tipi di lavori e di qualifiche. Solo la presenza di immigrati consente alle imprese di produrre e alle famiglie di essere aiutate nella cura dei propri cari. Inoltre gli immigrati rappresentano oggi una quota significativa non solo dei nuovi occupati, ma anche dei nuovi imprenditori. Bisogna ricordare sempre questi dati fondamentali. Non si devono sottovalutare le difficoltร da affrontare e i problemi da risolvere, ma questa attenzione non deve oscurare l’imprescindibile contributo che l’immigrazione sta dando e darร al nostro Paese e l’esigenza di facilitare l’integrazione fondata sul rispetto reciproco, sul riconoscimento dei diritti di quanti sono giunti in Italia e vi risiedono laboriosamente osservandone le leggi”.
