Imu, come cambierà? Dall’1 gennaio 2014 ci sarà la Service Tax, un’imposta federalista che accorpa anche la Tares, l’imposta sui rifiuti. Anche la Service Tax verrà messa a punto nella Legge di stabilità. La service tax ”non sarà un’Imu mascherata”, si passerà ad una logica dei servizi, ”come in un condominio, in cui si paga un canone condominiale per i servizi che si hanno”, ha specificato il premier.
E’ il risultato di un consiglio dei ministri piuttosto breve dopo giorni di trattative serratissime. Il primo annuncio, via Twitter, arriva dal ministro Angelino Alfano. “Per finanziare la cancellazione dell’Imu non aumentano altre tasse: tagli alla spesa pubblica e altre scelte virtuose!”, ha detto ancora Alfano, su Twitter, definendo il dl Imu “una legge tax free”. Come ha ricordato anche Letta, la cancellazione dell’Imu 2013 è stata decisa senza altri aggravi, senza altre tasse.
Dal 2014 anche la Tares verrà cancellata e sostituita dalla Taser, un’imposta sui servizi comunali sul ”modello si tassazione ‘federale’ ispirata ai principi del Federalismo Fiscale”. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso al termine del Cdm. Sostituisce la Tares e, sarà ”riscossa dai Comuni” e costituita da due componenti, rifiuti e servizi indivisibili”.
Parte delle coperture per il superamento dell’Imu, oltre che dai tagli delle spese e dall’iniezione di altri 10 mld di debiti della Pa, arriveranno “dalla tassazione del mondo dei giochi“, ha detto Letta.
Fin qui, la cronaca di un consiglio dei ministri che ha cancellato sì l’odiata tassa ma sostituendola con un’altra, la service tax, di cui conosceremo i dettagli solo nei prossimi mesi. C’è poi il dato politico: Berlusconi e il Pdl si intestano, di fatto la vittoria. Il Pd anche prova a farlo spiegando che l’abolizione dell’Imu prima casa era anche nel programma democratico. Cambierà il clima intorno al governo Letta? Difficile prevedere l’umore di Berlusconi, sta di fatto che l’abolizione dell’Imu, così come è formulata ovvero in un modo che soddisfa ampiamente le richieste del Pdl, toglie un’arma dalla propaganda: d’oora in avanti Berlusconi avrà meno argomenti per minacciare una crisi di governo. Se una crisi vorrà, dovrà usare solo argomenti legati alla giustizia e alla sua vicenda personale e non potrà più puntare sulle tasse. Il governo Letta, dopo questo consiglio dei ministri, sembra avere un orizzonte più ampio.