Il generale della Gdf Francesco Pittorru – contrariamente a quanto si era appreso in precedenza – non risulta iscritto nel registro degli indagati della Procura di Perugia nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti. Lo si apprende da fonti vicine all’indagine secondo le quali, però, la posizione del generale potrebbe cambiare nei prossimi giorni, anche alla luce di quanto detto dall’imprenditore Diego Anemone all’uscita del carcere. La ricostruzione dei rapporti tra il generale ora all’Aisi ( i servizi segreti interni), Balducci e Anemone è in un rapporto del Ros di Firenze del 4 febbraio di quest’anno, 6 giorni prima che esplodesse lo scandalo degli appalti.
I carabinieri documentano come, attraverso il dipendente di Anemone, Roberto Molinelli, Pittorru e l’imprenditore si mantenessero costantemente in contatto per scambiarsi informazioni sull’andamento delle indagini. E sempre attraverso Molinelli i due fissavano anche gli appuntamenti, molti dei quali nei pressi della ‘Torre’, identificata dagli investigatori come la torre di piazza S. Maria dei Monti a Roma. Il nome di Pittorru non viene mai fatto dai due – una sola volta lo pronuncia invece Balducci chiedendo alla segretaria di riportare il suo numero sull’agenda – e per riferirsi a lui Anemone e Molinelli parlano del ‘Generale’ o di ‘Merulana’. E proprio in via Merulana, hanno documentato la Guardia di Finanza e la Procura di Perugia, Pittorru ha comprato due case, pagate in parte con gli assegni dell’architetto Angelo Zampolini, secondo l’accusa il riciclatore dei fondi neri di Anemone. Nel corso dell’indagine i carabinieri del Ros documentano con foto anche un incontro tra Pittorru e Anemone: avviene il 5 ottobre del 2009 in via Poliziano, a pochi passi dalla casa del generale.