
Il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro (leggi l’approfondimento) si è dimesso dall’ordine giudiziario.
Toro ha motivato la decisione di dimettersi per “essere libero di difendere – è detto nell’atto – l’onorabilità mia e di mio figlio (a sua volta indagato) e, nel contempo desiderando eliminare ogni ragione di imbarazzo per l’ambiente di lavoro, con grande rammarico, ma con animo sereno, dichiaro la mia volontà di dimettermi con effetto immediato dall’ordine giudiziario”.
Il procuratore aggiunto di Roma Achille Toro era indagato per rivelazione del segreto d’ufficio in concorso con il figlio Camillo, il quale è anche indagato per favoreggiamento, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti legati ai cosiddetti “Grandi eventi”.
Con le dimissioni dall’ordine giudiziario del Procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, decade il procedimento disciplinare nei suoi confronti istruito dalla procura generale della corte di Cassazione. Le dimissioni di Toro sono definitive ed irrevocabili in quanto, avendo il magistrato oltre 40 anni di servizio, non hanno bisogno di accettazioni da parte del Csm.
