I pm di Firenze, nella relazione al gip in cui danno parere negativo alla scarcerazione di Angelo Balducci, Fabio De Santis, Mauro Della Giovampaola e Diego Anemone, arrestati nell’inchiesta sugli appalti, scrivono di “corruzione stabile nei grandi eventi”.
«La struttura del dipartimento ministeriale di via della Ferratella a Roma, diretta sino a poco tempo fa da Angelo Balducci, ora passato a capo del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici, ha gestito i ‘grandi eventì di cui si discute in una situazione di palese e grave illegalità , ove i funzionari preposti hanno operato a scopo di arricchimento personale intessendo con molti imprenditori stabili rapporti corruttivi».
I pm, che scrivono dopo gli interrogatori di garanzia degli arrestati, evidenziano anche che, a prescindere dai vari incarichi avuti, «il Balducci ha sempre rivestito un ruolo direttivo e di coordinamento, pacificamente riconosciutogli dai coindagati De Santis e Della Giovampaola. Per essi Balducci è il capo o il ‘grande capò, che viene consultato ed informato per prendere ogni decisione». Balducci, aggiungono i pm, non ha instaurato «un episodico rapporto corruttivo con l’imprenditore Diego Anemone, i due condividono gli stessi affari, gli stessi interessi, sono di fatto in società . Balducci è un pubblico ufficiale, con ruolo apicale nelle istituzioni dello Stato, che ha messo a disposizione di Anemone la propria funzione».
