da: Corriere della Sera
È arrivato presto ieri e non ha usato l’ ingresso principale. Giancarlo Innocenzi dribbla così fotografi e cronisti: non è la mattina giusta per apparire. È la mattina che l’ Agcom, la sua Autorità delle comunicazioni, deve decidere su di lui. Sul «caso» Innocenzi. Sulla valanga di intercettazioni di telefonate con il premier per bloccare Annozero che sono finite sui giornali e lo hanno travolto, letteralmente. Il commissario dell’ Agcom lascia sul tavolo della riunione una lettera. E se ne va. Ai suoi colleghi, al presidente Corrado Calabrò, con quella lettera chiede un rinvio della decisione: il tempo di leggere le carte della procura di Trani e capire, davvero, la sua posizione penale. Richiesta respinta al mittente: l’ Agcom deve decidere se investire o meno il Comitato etico della vicenda Innocenzi. Non è un problema penale. Non c’ entrano nulla le carte della procura. È una questione di decoro. Di etica, appunto. Sono otto i membri dell’ Agcom. Più il presidente. Assente, ovviamente, Innocenzi, ci è voluta un’ oretta ieri mattina per trovare l’ accordo: sì, il Comitato etico dovrà occuparsi del caso del commissario sotto tiro. L’ Agcom ha aperto dunque un procedimento formale contro Innocenzi. E la decisione è stata presa all’ unanimità. Certo, durante la discussione i consiglieri Stefano Mannoni, Enzo Savarese e Roberto Napoli hanno cercato…
