BAGHDAD, 16 AGO – Il Parlamento iracheno ha dato via libera oggi a consistenti riduzioni degli stipendi del presidente, dei ministri e dai parlamentari, un passo che fa seguito a un crescente malcontento sociale nel Paese. Lo ha reso noto un deputato.
''Il Parlamento ha votato oggi a maggioranza semplice una riduzione degli stipendi dei tre presidenti (il capo dello Stato, il capo del governo e il presidente del Parlamento, ndr.), dei deputati (325), dei ministri (32) e degli alti funzionari'', ha dichiarato Ali Shlah, deputato del partito Dawa del premier Nuri al Maliki.
''Lo stipendio mensile di un deputato – ha precisato – e' stato portato a 10 milioni di dinari (6.000 euro), mentre quello di un ministro e' sceso a otto milioni di dinari (4.750 euro).
Il calo e' stato del 30% per i tre presidenti e per i ministri e del 23% per i deputati. La decisione di ridurre considerevolmente gli emolumenti dei politici e' stata presa all'inizio dell'anno mentre si moltiplicavano proteste popolari contro la scarsissima qualita' dei servizi pubblici e i continui blackout elettrici.
''Il voto sulla legge – ha affermato Shlah – giunge dopo cinque mesi di dispute sull'entita' delle riduzioni''. Il premier Al Maliki si era impegnato il 5 febbraio scorso a dimezzare il suo stipendio.
