La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha deciso di restituire gli atti relativi all’inchiesta sull’allora ex ministro dei Trasporti Pietro Lunardi al Tribunale dei ministri di Perugia. La decisione, spiegano nel centrodestra, è motivata dal fatto che senza conoscere la posizione anche degli altri coimputati non è possibile decidere nel merito.
I magistrati di Perugia, infatti, non avevano accolto la richiesta della maggioranza di inviare in Giunta anche gli atti relativi agli altri coimputati tra cui il cardinal Sepe. Il Pd si e’ opposto alla decisione spiegando, come osserva Marilena Samperi, che questo rinvio di atti non e’ che un modo ”per ostacolare le indagini”. Quando la Procura chiede l’autorizzazione alla Camera di competenza, infatti, le indagini subiscono uno stop.
I deputati di Pdl e Lega, anche nelle precedenti sedute della Giunta, si erano espressi a favore della possibilita’ di sollevare un conflitto di attribuzione con i magistrati per il mancato invio della documentazione sugli altri coimputati. Alla fine pero’ si e’ deciso di lasciare il ‘cerino’ nelle mani del Tribunale dei ministri di Perugia perche’, si osserva nell’opposizione, di fatto si era gia’ entrati nel merito della vicenda.
Lunardi, infatti, era gia’ venuto a difendersi in Giunta e pertanto non si sarebbe piu’ potuto votare una questione ‘pregiudiziale’ come sarebbe stata quella di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. Per tale motivo, visto che comunque i deputati del Pdl continuavano a sostenere la tesi della ‘doppia pronuncia’, si e’ preferito rinviare gli atti alla magistratura.
Se questa vorra’ andare avanti nelle indagini, sara’ costretta a sollevarlo lei il conflitto di attribuzione. Nel momento in cui viene chiesta alla Camera di appartenenza un’autorizzazione, infatti, le indagini vengono sospese. ”La decisione presa a maggioranza in Giunta – sottolinea Federico Palomba dell’Idv – serve solo a perdere tempo. Ed e’ esattamente questo l’obiettivo che Pdl e Lega si erano prefissati”.