“La dolce vita” compie 50 anni: fu subito un grande successo

“La dolce vita” esce in prima nazionale il 3 febbraio 1960 al Fiamma di Roma, il cinema in cui vengono proiettati solitamente i film di Federico Fellini. Al termine della proiezione, il pubblico esplode in applausi scroscianti, che si protraggono per circa venti minuti, pur se non mancano fischi e voci di dissenso. Ma alla proiezione in serata di gala che ha luogo il 5 febbraio al Capitol di Milano, i fischi e le voci di dissenso superano di gran lunga gli applausi. Nelle scene finali del film gli spettatori si abbandonano a scena aperta a furiose reazioni di protesta. Quando lasciano la sala, Fellini e Mastroianni vengono insultati.

Alcuni degli spettatori buttano giù la porta del cinema e il prefetto minaccia di sequestrare il film per motivi di ordine pubblico. Nei giorni successivi i cinema in cui lo si proietta a Roma, a Milano e in altre città vengono presi letteralmente d’assalto da coloro che vogliono vederlo. A Napoli i biglietti vengono venduti alla borsa nera. Ma il Vaticano attacca il film con tale violenza da suscitare conflitti al suo interno, come quello fra gli arcivescovi di Milano e di Genova, Montini e Siri. Un giornale cattolico lo ribattezza “La schifosa vita”, L’Osservatore Romano gli dedica ben sette articoli, uno più pesante dell’altro, il direttore dell’organo vaticano, conte Giuseppe Della Torre, dichiara che si guarderà bene dal vedere quella “porcheria”, i vescovi veneti proclamano che non assolveranno in confessione i fedeli che oseranno vederlo, le associazioni cattoliche chiedono che il film venga sequestrato e il negativo dato alle fiamme, esponenti del Msi e della Dc presentano interrogazioni in Parlamento, i più oltranzisti premono perché Fellini venga privato del passaporto come se fosse un delinquente comune che potesse sottrarsi all’arresto riparando all’estero, la televisione di Stato si rifiuta di programmare il fillm.

Il padre gesuita Angelo Arpa promuove, con altri due padri gesuiti, proiezioni al Centro Culturale San Fedele di Milano e all’Istituto Arecco di Genova. I giudizi degli spettatori sono in genere positivi sia a Milano che a Genova, ma le reazioni in Vaticano del tutto negative e punitive per i padri gesuiti. Alla proiezione presso l’Istituto Arecco è presente anche l’arcivescovo della città, cardinale Giuseppe Siri, il quale esprime sul film un giudizio sostanzialmente positivo.

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