NAPOLI, 20 GIU – Palazzo Chigi e l'Opus Dei, l'Eni e i ministri, la Rai e i giornali, le Ferrovie e i Servizi segreti: c'e' un bel pezzo di Stato nella rete di Luigi Bisignani, il consulente aziendale e faccendiere il cui nome era nella lista della P2 trovata in casa di Licio Gelli nel 1981, condannato in via definitiva a 2 anni e 6 mesi nel 1998 per la 'madre di tutte le tangenti', la maxitangente Enimont, e finito nuovamente agli arresti per l'inchiesta sulla P4.
I suoi rapporti con il Palazzo e con il Potere sono ricostruiti nelle 330 pagine della richiesta di arresto nei suoi confronti (e del parlamentare del Pdl Alfonso Papa) firmata dai pm Francesco Curcio e Henry John Woodcock. A parlare pero' non sono i magistrati ma gli stessi vertici del Paese: ministri, alti dirigenti di aziende statali, politici e vertici delle forze di polizia; tutti consapevoli delle ''capacita''' di Luigi. Su di lui il sottosegretario Gianni Letta ha le idee chiare: ''e' persona estroversa, brillante e bene informata ed e' possibile che qualche volta dica di piu' di quel che sa. E' amico di tutti e' l'uomo piu' conosciuto che io conosca. E' un uomo di relazioni''. Un ''triangolatore'' per il presidente del Poligrafico dello Stato Roberto Mazzei, che candidamente dice: ''non escludo che Bisignani si sia speso per farmi ottenere tale nomina'' (di competenza del ministro Tremonti, ndr).
L'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti racconta invece un episodio che risale a qualche anno fa, quando fu Carlo Necci a presentargli il grande tessitore: ''questo – disse – e' la mia carta di credito con i sindacati e il partito Comunista''. Moretti, stando a quando dice Bisignani, potrebbe averla usata. ''Quando doveva diventare ad delle Ferrovie mi e' venuto a trovare parecchie volte chiedendomi di aiutarlo''.
Insomma, Bisignani e' per i pm quello che ha applicato alla lettera il principio che ''conoscere ed avere informazioni che altri non hanno, e' la premessa indispensabile per esercitare il potere''. E forse non e' un caso che perquisendo l'ufficio della segretaria hanno trovato dei fogli di carta intestata della Presidenza del Consiglio, in bianco. ''Si muoveva e veniva individuato come l'uomo di Letta – dice di lui il direttore delle relazioni esterne di un colosso come Finmeccanica Lorenzo Borgogni -…io so che lo stesso e' molto legato a Letta e Scaroni e che ha 'le mani in pasta' in tante cose. Credo che il suo grande potere scaturisca dal suo forte legame con Letta''. Letta o no, il governo e' di casa in piazza Mignanelli, dove Bisignani ha lo studio. Stefania Prestigiacomo lo contatta spesso; l'esponente di Fli Italo Bocchino ci parla costantemente. ''Dobbiamo stare attenti ai telefoni perche' a Letta…pare del fatto…dicono che Woodcock ci sta controllando i telefoni a me e a lui'' dice al ministro dell'Ambiente Bisignani. E lei: ''mamma mia! Ma come si puo' vivere cosi'. Se escono le intercettazioni con me mi rovini''. Sentita dai magistrati, la Prestigiacomo ha aggiunto qualche dettaglio su una collega di governo. Daniela Santanche'. ''Io so che ha aiutato politicamente la Santanche' sia quando la stessa era contro Berlusconi sia poi a riconciliarsi con lui''.
Con Bocchino, Bisignani parla invece di un'emendamento sui parchi che deve saltare, come vuole la Prestigiacomo. E alla fine cosi' sara'. ''Bisignani – dice Bocchino ai magistrati – si fece portatore degli interessi politici della Prestigiacomo… Caldeggiava gli interessi di alcuni ministri 'non tremontiani' cioe' la Gelmini, la Prestigiacomo e Frattini''.
Anche in Confidustria 'Luigi' e' conosciuto. ''Da piu' parti negli ambienti istituzionali – racconta ai pm il portavoce di Emma Marcegaglia – era ed e' notorio la grande influenza che Luigi Bisignani svolge sulle aziende pubbliche in ragione delle colleganze presso Palazzo Chigi. Non c'e' dubbio che il suo ruolo e' di grande influenza in taluni appartati istituzionali del nostro stato''. Come nei Servizi segreti, visto che fu sempre lui a portare il direttore dell'Aise Adriano Santini dal presidente del Copasir Massimo D'Alema. ''Sapevo che era un uomo influente'' dice lo 007 ai pm. E Bisignani aggiunge: ''Lui mi chiese una mano per la sua carriera e mi chiese di parlare bene di lui con Letta''.
I suoi legami piu' forti, pero', sembrano essere con l'Eni e con il suo amministratore Paolo Scaroni. E' lo stesso Bisignani a spiegare a Bocchino che la societa' ''e' l'ente piu' grosso amico mio''. Ed e' l'Eni che paga 100mila euro all'anno di pubblicita' su Dagospia. ''Ho favorito il contatto tra i due…sono amico dell'Eni perche' sono molto legato a Scaroni. Ho facilitato la costituzione di rapporti commerciali tra Visibilia (ovvero tra la Santanche') e Eni, Enel Poste''. E quelli tra il sottosegretario e la famiglia Angelucci per la pubblicita' su 'Libero'.
In questa rete di relazione non poteva mancare l'Opus Dei. ne parla Anselmo Galbuera, l'amministratore della 'Italgo', una societa' che lavora con palazzo Chigi, ministero Infrastrutture, Eni, Enel Terna: ''conosco Bisignani dal 2003, me lo ha presentato il professor Imperia dell'Opus Dei…mi disse che era un uomo influente 'che mi poteva essere utile nella vita'.''
