ROMA – ''Siamo all'avvio del confronto; ieri era solo un incontro preliminare. Noi abbiamo illustrato le nostre idee, condivise e condivise anche dalle parti imprenditoriali. Mi sembra un'importante indicazione anche per il governo: se si vuole davvero riformare, bisogna cercare soluzioni che tutti condividono''. Cosi', in un'intervista all'Unità , il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, che invita l'esecutivo a ''rinunciare a progetti blindati che rischiano solo di spaccare, quando ci sarebbe bisogno di coesione sociale''.
Dall'incontro ''mi aspettavo una discussione più chiara. Si chiarira''', dice Bonanni. ''Si è parlato di contratti di reinserimento e di part time per favorire le donne e gli ultrasessantenni, di apprendistato e di riduzione delle forme contrattuali per tagliare le unghie a quelle forme, partite Iva o co.co.co o altro ancora, che costano meno in tasse e in contributi e che vengono scelte solo per risparmiare, che diventano un sistema di dumping senza regole. Non è chiaro sino in fondo – sottolinea – se il governo sia d'accordo con queste indicazioni. Ha promesso che le terrà in conto''.
Il secondo appuntamento sarà la prossima settimana, afferma il leader sindacale. ''Speriamo di discutere anche di strumenti nuovi e praticabili, liberi tutti da forzature ideologiche, per la crescita''.
In merito alla riforma dello Statuto, ''ci si invita a non alzare barricate, si fa appello al senso di responsabilita' del sindacato. Va bene. Ma insistere sull'articolo 18, come se cancellandolo si aprissero chissà quali porte a nuova occupazione, mi sembra un modo per non affrontare con la forza necessaria i temi veri del lavoro'', dichiara Bonanni. ''Spero che si metta fine a questa ossessione, altrimenti si dovrebbe prendere atto che il governo non usa verso le questioni del lavoro la stessa cautela che mostra rispetto a certi argomenti presidiati dai poteri forti''.
