ROMA – ''Quando il governo dice cambiamo musica sul lavoro, noi diciamo si', ma a patto che si inizi dalla precarieta'. O altrimenti deve avere il coraggio di dire che e' d'accordo con il licenziamento senza giusta causa. E di trasformare il lavoratore in una persona ricattabile perche' del tutto priva di tutele''. Da qui per il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, deve partire la trattativa governo-parti sociali in materia di lavoro. I sindacati, dice in un'intervista al Mattino, sono pronti a sedersi al tavolo ma ''la teoria della diminuzione dei diritti non puo' funzionare''.
''Nel mondo delle imprese esistono situazioni diverse – sottolinea -. Comunque il punto su cui tutti sono d'accordo e' che in fasi critiche come questa bisogna lasciare in piedi tutte le forme di ammortizzatori sociali. Creandone altri''. A proposito dell'articolo 18, prosegue, ''per renderlo piu' efficace si puo' affrontare il tema della lunghezza delle cause dando cosi' maggiori garanzie a lavoratori e imprese''.
