ROMA – Basta con il lavoro precario: in vista della manifestazione dei precari organizzata per a Roma, Italia Futura, il think-tank presieduto da Luca Cordero di Montezemolo, lancia una proposta per superare la situazione attuale. Una proposta che tocca sia la parte contrattuale della questione, sia uno ‘scambio’ intergenerazionale per garantire ai figli la stabilità (una pensione degna).
La proposta, sotto il titolo ”Il loro tempo è adesso. Il nostro dovere è ora” che ricalca lo slogan della manifestazione dei precari ”Il nostro tempo è adesso. La vita non aspetta”, è firmata oltre che da Montezemolo anche dal giuslavorista Pietro Ichino e dall’economista Nicola Rossi. In pratica si punta a ”riscrivere il diritto del lavoro in modo che tutti i nuovi rapporti da qui in avanti possano essere costituiti a tempo indeterminato: anche quelli che fino a oggi sono stati l’espressione patologica della precarietà (contratti a progetto, partite iva fasulle…), garantendo la piena copertura di eventuali oneri economici aggiuntivi per le imprese piccole e grandi, trattando nella stessa maniera l’operatore privato e l’operatore pubblico.
E quindi, un contratto di lavoro a protezione crescente per tutti i futuri lavoratori dipendenti (ferme restando le ovvie eccezioni a contenuto formativo o dei contratti a termine per i casi di sostituzioni temporanee o di punte stagionali): occupazione a tempo indeterminato per tutti e piena protezione contro le discriminazioni e contro i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma nessuna inamovibilità per motivi economici e organizzativi.
In caso di licenziamento, trattamento complementare di disoccupazione ‘alla scandinava’, contribuzione figurativa per i periodi di disoccupazione, assistenza nel mercato del lavoro più efficace e controllo altrettanto efficace sulla effettiva disponibilità del lavoratore alla nuova occupazione. Nel contempo, attenta valutazione dei maggiori oneri monetari sopportati dalle imprese a seguito del cambio di regime (valutabili in media e in termini prudenziali in circa lo 0,3% della retribuzione lorda) e rimborso degli stessi oneri medi in via permanente attraverso una riduzione di pari importo di alcune voci di contribuzione e i rimborsi resi possibili dal Fondo Sociale Europeo. Infine, copertura della maggiore spesa attraverso un atto di solidarietà intergenerazionale: un anno (o anche meno) in più al lavoro per i padri in cambio di una concreta prospettiva di stabilità e di una pensione decente per i figli”.
Insomma secondo Italia Futura ”una soluzione e’ possibile senza toccare la posizione di chi ha già un rapporto di lavoro stabile, regolato dalla vecchia disciplina; offrendo a tutti i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro, e anche agli adulti che il lavoro lo hanno perso, qualche cosa di molto, molto meglio rispetto alle prospettive che oggi si offrono loro nel nostro mercato del lavoro. E facendo finalmente un passo avanti verso quella ‘meritocrazia’, tanto predicata quanto poco praticata in casa nostra”.