Lavoro: stretta su false partite iva, non escluse le professioni

ROMA, 23 MAR – Arriva la stretta sulle partite Iva che, se supereranno i sei mesi e se rappresentano il 75% dei ricavi del percettore, si trasformeranno in contratti di lavoro a tempo indeterminato.

Ma nel testo finale, contrariamente a quanto ipotizzato, non e' piu' prevista l'esclusione per gli iscritti agli ordini professionali, come giornalisti, geometri, architetti.

''Per razionalizzare il ricorso a collaborazioni professionali con titolarita' di partita Iva – e' scritto nel documento del governo – sono proposte norme volte ad evitarne utilizzi impropri in sostituzione di contratti di lavoro subordinato. Sono introdotte norme rivolte a far presumere, salvo prova contraria (ferma restando, cioe', la possibilita' del committente di provare che si tratti di lavoro genuinamente autonomo), il carattere coordinato e continuativo (e non autonomo ed occasionale) della collaborazione tutte le volte che essa duri complessivamente piu' di sei mesi nell'arco di un anno, da essa il collaboratore ricavi piu' del 75% dei corrispettivi (anche se fatturati a piu' soggetti riconducibili alla medesima attivita' imprenditoriale), e comporti la fruizione di una postazione di lavoro presso la sede istituzionale o le sedi operative del committente. Tali indici presuntivi possono essere utilizzati disgiuntamente nel corso delle attivita' di verifica''.

''Qualora l'utilizzo della partita Iva venga giudicato improprio, esso viene considerato una collaborazione coordinata e continuativa (che la normativa non ammette piu' in mancanza di un progetto), con la conseguente applicazione della relativa sanzione di cui all'art.69 comma 1 del Dlgs 276/03'', cioe' nella trasformazione in contratto di lavoro a tempo indeterminato.

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Emiliano Condò