CITTA' DEL VATICANO – ''Avevamo ormai capito da un po' che anche la cosiddetta Seconda Repubblica era agli sgoccioli. Ma che il crepuscolo sarebbe stato cosi' fosco, concitato e senza gloria lo stiamo scoprendo poco a poco. Dando fondo alla nostra residua capacita' di sorpresa. E attingendo a una riserva d'indignazione che si alimenta ogni giorno di piu' alla fonte dei sacrifici a cui siamo chiamati in questo tempo difficilissimo''. Cosi' il quotidiano cattolico Avvenire, in un editoriale del direttore Marco Tarquinio, commenta oggi gli sviluppi dell'inchiesta sui fondi della Lega Nord e le dimissioni del segretario e fondatore Umberto Bossi.
''Come non tornare, allora – prosegue Tarquinio -, a chiedersi che cosa sarebbe stato della 'nave Italia' se, in simili frangenti, al timone non ci fossero i 'tecnici' capitanati da Mario Monti? Come non rendersi conto che se lo scorso autunno non ci fosse stata la resa della vecchia, inconcludente e rissosa logica politica davanti alla martellante offensiva del Generale Spread, oggi saremmo con mezzo governo abbondante sotto inchiesta e due terzi di Parlamento (e un bel po' di opposizione extraparlamentare) ancor piu' sotto choc?''.
''Come non prendere atto, finalmente – chiede ancora il giornale dei vescovi -, a onta di certa ritornante e desolante retorica bossiana, che l'unica 'secessione' perseguita e infine realizzata nella nostra vicenda nazionale e' quella tra una politica indegna di questo nome e una societa' italiana stanca di indegnita'?''. Secondo Avvenire, ''chi non cambia e non cambia adesso – cioe' non e' disposto a 'ridare le chiavi' della politica e delle case dei partiti ai cittadini e, comunque, non e' capace di aprirne porte e finestre e non si risolve a smagrirne le casse – non sta perdendo solo se stesso e la propria parte, ma sta mandando alla malora un bene piu' grande e di tutti: la nostra democrazia''.