Da “fascisti” a “solo una ragazzata”: la Lega abbassa i toni sull’attentato di Gemonio

Marco Previati, fermato e rilasciato per l'attentato a Gemonio

Solo una ragazzata. Altro che carcere, al limite la punizione potrebbe essere quella di ripulire i danni. Da che erano “fascisti” e “si poteva rischiare una strage” la Lega sembra intenzionata ad ammorbidire i toni nei confronti dei tre ragazzi che sarebbero i responsabili dell’attentato alla sede del Carroccio a Gemonio, Varese.

Il petardo ha danneggiato il locale e soprattutto è esploso, nella notte del 28 dicembre scorso, a una cinquantina di metri dalla casa di Umberto Bossi. Dopo l’evento i toni sono stati subito allarmati. Bossi aveva anche trovato un collegamento con la delicata situazione politica attuale.  “Se si fosse andato alle urne non sarebbe successo”.

Ma cosa è successo? Come lo stesso Bossi ha ammesso i nomi circolati sono conosciuti in paese: figli di leghisti. Da qui, probabilmente, la scelta di non alzare troppo la voce. Oggi l’unico fermato è stato scarcerato. Marco Previati, 21 anni, è tornato a casa: secondo il giudice la polvere nera, le biglie e la pistola elettrica ritrovate nella sua abitazione non giustificavano un arresto.

Anche secondo Bossi il carcere era troppo: “La galera non serve a niente, li faremo venire a mettere a posto”. A Bossi ora si aggiunge anche un insolitamente conciliante Borghezio: ”Secondo me è una ragazzata e se è una ragazzata la si tratti come tale”.

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