VENEZIA, 14 APR – Una movimento con una forte spinta dal basso, a partire dalle segreterie provinciali, ma anche dai militanti e dai sindaci, vero motore dell'elaborazione politica. Cosi' il Manifesto dei rinnovatori veneti disegna la Lega Nord che verra': a sottoscriverlo sono stati alcuni esponenti veneti del Carroccio come Luciano Dussin, Marzio Favero, Gianantonio Da Re e Bepi Covre.
Dopo alcune revisioni, il documento in 18 punti, come riportano i giornali locali, e' stato sottoposto a Roberto Maroni, da cui e' venuto un assenso di massima. Nel decalogo spiccano alcune regole che tengono conto delle ultime vicissitudini giudiziarie del movimento. I candidati, prescrive il Manifesto, vanno individuati in base a criteri di merito e non si dovranno ammettere candidature a livello regionale e nazionale di chi non sia stato amministratore locale. Il militante, specifica il documento, puo' essere candidato solo se e' in grado di dimostrare di avere un'attivita' tale da consentirgli un'autonomia di giudizio nel percorso politico ''inteso come servizio alla comunita' e non come una alternativa occupazionale''.
Ancora piu' esplicito il punto 9 del testo: ''la gestione del movimento, anche economico-finanziaria, deve a tutti i livelli rispondere ai principi del controllo democratico della veridicita' e della trasparenza''.