NAPOLI – L'inchiesta della procura di Napoli che ha portato al coinvolgimento del tesoriere dalla Lega Nord Francesco Belsito, prende spunto da una informativa dei carabinieri del Noe che porta la data del 30 marzo scorso ed è relativa a ''operazioni economiche riconducibili ad attivita' di riciclaggio poste in essere da Stefano Bonet'', l'imprenditore veneto ritenuto elemento centrale della indagine. E' quanto si evidenzia nel decreto di perquisizione emesso dai pm di Napoli Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio, della sezione reati contro la pubblica amministrazione coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco.
Nel provvedimento gli inquirenti spiegano che l'obiettivo e' quello di accertare se, a proposito delle somme movimentate da Belsito, esse siano di provenienza lecita e riguardino rimborsi elettorali o finanziamenti di privati al partito, oppure – ipotesi ritenuta piu' plausibile – illecita.
Le operazioni sarebbero state realizzate ''attraverso le societa' Polare e intercorse con la Siram sede in Pozzuoli (NA) attraverso la societa' D&DConsulting Sas di Napoli e la PSGR SRL di Pagani (SA)'', tutte societa' le cui sedi sono state perquisite oggi dai carabinieri.
I magistrati dispongono le perquisizioni rilevando che ''quanto alle somme movimentate da Belsito – scrivono i pm – che, allo stato delle attuali investigazioni, non e' dato sapere se l'origine sia di natura lecita (rimborsi elettorali) o finanziamenti privati dichiarati, o anche illecita, come invece pare potersi ragionevolmente desumere dalle modalita' di gestione delle stesse finora emergenti (carattere personale dei rapporti personali intrattenuti, transito sull'estero delle somme, commissioni lucrate a titolo personale dello stesso Belsito)''.
Sono 17 le perquisizioni ordinate dalla procura di Napoli. I carabinieri si sono recati, tra l'altro, nell'abitazione di Belsito a Genova e di Bonet a Meolo, in provincia di Venezia, e presso le sedi di diverse societa'.