ROMA – Le dimissioni di Bossi segnano una svolta per la Lega. Secondo alcuni osservatori, siamo di fronte alla fine della Seconda Repubblica. Di certo, quanto sta avvenendo nel Carroccio contribuirà a rafforzare il fenomeno della disaffezione dell’opinione pubblica dai partiti oggi presenti sullo scenario politico. L’esistenza di un trend di allontanamento progressivo dei cittadini dai partiti è mostrata, come si sa, dal continuo diminuire del livello di fiducia nei confronti di questi ultimi che oggi ha raggiunto il 6-8 per cento.
Ma, come riporta Renato Mannheimer per il Corriere della Sera, è indicata anche dal crescere costante di quanti si dichiarano indecisi sulla scelta di voto o tentati dall’astensione. Erano il 42% la settimana scorsa e sono giunti oggi al 49%, vale a dire la metà degli italiani. Si tratta di persone di tutte le categorie, con una accentuazione tra gli strati relativamente meno centrali socialmente, come pensionati e, specialmente, casalinghe, tra le quali il tasso di non risposta alla domanda sul voto si avvicina al 70%. Sono persone che dal punto di vista dell’orientamento politico non esprimono una collocazione precisa e tendono a decidere la loro opzione negli ultimi giorni prima del voto.
Proprio questa circostanza apre un ampio mercato elettorale potenziale, simile, per certi versi, a quello che si formò negli anni 90 alla fine della Prima Repubblica, prima dell’avvento di Berlusconi (che, come egli stesso ha dichiarato, ne approfittò con le opportune tecniche di marketing). Infatti, buona parte di questo 50% di elettori oggi indecisi andrà comunque a votare.
