Lega, Tosi: "La mia lista non è un'invenzione di oggi"

VERONA, 12 MAR – La lista civica Tosi ''non e' un'invenzione di adesso'': era gia' presente nel 2007, ''fu quella che coagulo' il consenso di tutta la coalizione e servi' per raccogliere i voti di chi non era leghista ma voleva votare Flavio Tosi come sindaco''. Lo ha ricordato il sindaco di Verona, intervenendo a 'La telefonata di Belpietro', in onda su Canale 5

''Adesso ha un senso a maggior ragione – ha spiegato – visto che la Lega corre da sola, quindi con una competizione sicuramente meno facile del 2007. Ha ancora piu' senso cercare di raccogliere i consensi di chi magari ha apprezzato l'amministrazione uscente, pur non votando Lega Nord''. Perche' cinque anni fa andava bene e ora non piu'? ''Per me non riguarda Bossi – ha risposto Tosi – e' qualcuno che al consiglio federale ha posto la questione, non tanto per la coalizione Verona ma per questioni interne alla Lega''. La vera questione, per il sindaco, riguarda ''i congressi da celebrare in giugno in Veneto, in Lombardia, e sui congressi regionali e' chiaro che un po' di tensione c'e' perche' dopo la fuoriuscita dal governo c'e' una situazione che sta cambiando in Lega''. ''E quindi c'e' qualcuno che sta cercando di mettere in contrapposizione Flavio Tosi con il movimento per metterlo in difficolta' – ha ipotizzato – in vista del congresso, perche' la decisione di vietare le liste civiche con il nome del candidato e' inaudita, non e' mai stata presa ed e' stata presa solo questa volta''.

Alla domanda di Belpietro se ritiene di fare ombra al segretario veneto del Carroccio Gianpaolo Gobbo, Tosi ha risposto: ''non lo so. Pero' e' chiaro che sono due questioni che non c'entrano l'una con l'altra ma che qualcuno ha messo assieme, confondendole. Il congresso della Lega e' il congresso della Lega le elezioni di Verona sono per i veronesi e per la citta' di Verona. C'e' qualcuno che mette assieme le due cose, sbagliando''. Lo stop alla sua civica, per Tosi, e' un comportamento ''da vecchia politica'' che non andrebbero messo in atto.

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Elisa D'Alto