VARESE, 14 GIU – 'Indicazioni per il futuro'. E' cio' che i militanti leghisti si aspettano domenica a Pontida. Le sezioni del Movimento discutono, si preparano al tradizionale raduno. I deludenti risultati delle elezioni amministrative, insieme a quelli dei referendum, sembra che non abbiano messo in dubbio le radicate convinzioni della base. Ma hanno reso urgente la richiesta di una 'parola d'ordine' nuova per ripartire.
A Varese, nella centralissima piazza del Podesta', la sezione storica del Carroccio apre qualche ora nel pomeriggio per ricevere le telefonate; i militanti di solito si fanno vivi di sera, una volta la settimana, dopo il lavoro. Adesso c'e' da discutere della nuova giunta del sindaco Attilio Fontana, che ha vinto al ballottaggio in coalizione col Pdl e sta scegliendo gli assessori. ''Il risultato ci ha dato grande soddisfazione, la militanza ha ricevuto un messaggio positivo. Ma a Pontida – spiega il segretario cittadino, Carlo Piatti – si parlera' di prospettive, e noi attendiamo indicazioni''. Una risposta diplomatica, che altri iscritti completano: ''Dal 'capo' aspettiamo decisioni sul governo e sulla Lega, dopo la doppia sberla delle urne''. Il 'capo', ovviamente, e' Umberto Bossi. Nella sede ci sono i suoi ritratti dei primi anni, in pose spavalde al fianco di un giovanissimo Roberto Maroni. I militanti del Carroccio guardano al leader e ministro delle Riforme confidando che annunci un cambio di passo, che rilanci la sfida autonomista.
''A Pontida bisogna esserci. Questo e' un momento importante. Dobbiamo far sentire a Bossi la nostra vicinanza'', sintetizza Guido Peruzzotti, responsabile organizzativo del Gallaratese, dando ulteriore significato alla mobilitazione. ''Sono convinto che la stragrande maggioranza dei nostri iscritti della zona, un centinaio, sara' a Pontida. Un po' per tradizione – dice – un po' per dimostrare di essere vicini al movimento''. Partiranno in pulmann da Cassano Magnago, il paese natale del Senatur. Altri militanti, i piu', raggiungeranno il 'sacro prato' di Pontida con le proprie auto. Porteranno bandiere, striscioni e le loro aspettative, seguendo un copione ormai rodato.
Ma questa vigilia e' un po' meno serena di altre. Resta da capire fino a che punto il tema dell'alleanza col Pdl e con Silvio Berlusconi stia polarizzando il dibattito all'interno delle sezioni. Perche' apertamente non ne parla nessuno. Le sedi del movimento non sono come il microfono aperto di Radio Padania. Nelle sezioni si e' abituati a discutere piu' pacatamente. ''La massa vorrebbe staccarsi, ma per fare cosa, dopo?'', ragiona Dino Macchi, militante di vecchio corso, fra i primi seguaci di Bossi, oggi assessore a Vedano Olona.
''Chiaro che anch'io – ammette – mi sento abbacchiato, guardando a questo quarto di secolo di storia che e' anche mia storia personale. Ma con un alleato, come in una coppia, si devono condividere gioia e anche dolori. Dobbiamo far capire che vogliamo il cambiamento. Dobbiamo andare avanti decisi, con coraggio, senza perdere tempo''. Non tutti, nelle sezioni, la pensano proprio nello stesso modo. Perciò la base leghista spesa che Pontida offra una sintesi in cui riconoscersi tutti.