ROMA, 8 FEB – ''Se dovessi vedere come e' andata ieri direi che non sono rimasto entusiasta. Non si puo' parlare con tre persone che ti propongono 4 modelli diversi, io qualche dubbio ce l'ho''. Lo afferma Roberto Calderoli, senatore della Lega Nord nel corso del suo intervento ad un convegno organizzato dalla fondazione Italia protagonista sulla legge elettorale in occasione dell'anniversario della scomparsa di Pinuccio Tatarella. ''Se poi – aggiunge – a questo si aggiunge il confronto su chi deve fare cosa, si parte con il piede sbagliato''.
L'ex ministro per la Semplificazione Legislativa ripercorre poi la strada che ha portato alla nascita dell'attuale legge elettorale: ''Se io sono il padre – dice – come ha detto Follini e' anche vero che questa legge ha tante madri. Ed e' nata con il ricatto perche' quando eravamo al secondo passaggio sulle riforme che richiedevano un ampia maggioranza l'Udc ci disse che se non facevamo una legge proporzionale loro non avrebbero votato le riforme. Berlusconi era sul versante opposto perche' voleva una legge per il bipolarismo, Fini invece poneva il problema di cosa potesse esserci dietro le preferenze e chiese le liste bloccate. Io fui il terminale di collegamento''.
A questo Calderoli aggiunge anche il niet del Quirinale che non voleva un premio di maggioranza su base nazionale al Senato: ''Chiesi un incontro con il capo dello Stato ma l'allora segretario Gifuni mi disse che il presidente incontrava solo i ministri con la delega. Allora mettemmo il premio di maggioranza regionale e la governabilita' se ne ando' a quel paese. Il tempo per apportare correttivi in questi anni c'e' stato ma e' mancata la volonta' per sette anni nessuno nessuno ha rivisto i collegi''.
Calderoli si dice d'accordo con Violante sul tempo a disposizione: ''Abbiamo 6 mesi di tempo – osserva – e vedendo i distinguo che ci sono tra Pd e Pdl non credo ci siano le condizioni ecco perche' credo che quello che si puo' fare sia la riduzione del numero dei parlamentari e dopo parlare di modello elettorale che deve essere democratico e non bipartitico. Su questo la Lega sara' sempre contraria''.
