Parrucchieri, estetiste e chi vuole aprire una lavanderia può dire addio ai tempi biblici della burocrazia. Per aprire un negozio ora le procedure sono più semplici, così come per l’accesso agli ordini professionali e per diventare intermediari commerciali.
Queste sono alcune delle novità della direttiva sui servizi per le attività commerciali e artigianali, entrata in vigore sabato scorso. L’obbligo di autorizzazione preliminare alle attività di servizio è limitato e si può sostituire con strumenti semplificati, come la Dichiarazione di inizio attività (Dia), e di prevedere requisiti per l’accesso all’attività solo nei casi in cui siano giustificati da “motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza, sanità pubblica o tutele dell’ambiente”.
Come spiega una circolare del Ministero dello Sviluppo economico essa ha lo scopo di eliminare le barriere allo sviluppo del settore dei servizi tra gli Stati Ue e prevede la “semplificazione normativa e amministrativa della regolamentazione e, in particolare, delle procedure e delle formalità relative all’accesso e allo svolgimento delle attività di servizio”.
Per l’apertura di attività commerciali non è più necessaria la richiesta di autorizzazione, ma è sufficiente la Dia. L’autorizzazione resta necessaria per edicole, bar, ristoranti e attività di somministrazione di alimenti e bevande. Basta invece la Dia per parrucchieri, estetiste e lavanderie.
Sono stati eliminati ruoli ed elenchi camerali per gli intermediari commerciali e di affari, gli agenti e i rappresentanti di commercio, gli agenti immobiliari, i mediatori marittimi e spedizionieri. E’ sufficiente solo la Dia da presentare alla Camera di Commercio, attraverso il filtro dello Sportello Unico.
Le domande di iscrizione agli Albi devono essere presentate direttamente al consiglio dell’ordine o al collegio professionale competente. Il procedimento deve concludersi entro due mesi dalla presentazione della domanda. I cittadini Ue sono equiparati in tutte le professioni a quelli italiani.
Sono escluse dalla liberalizzazione molte attività, che hanno una regolamentazione specifica. Tra le altre: le attività di servizi fiscali, i servizi sociali, i servizi finanziari (compresi quelli bancari e nel credito), i servizi assicurativi, di riassicurazione, il servizio pensionistico professionale o individuale, i servizi di comunicazione, di trasporto, i servizi di somministrazione di lavoratori forniti dalle agenzie per il lavoro, i servizi audiovisivi, cinematografici e radiofonici, il gioco d’azzardo e le lotterie, i servizi privati di sicurezza, i servizi forniti da notai.