ROMA, 19 FEB – I cosiddetti tribunali delle imprese, introdotti dal decreto sulle Liberalizzazioni, non saranno piu' solo 12 in tutta Italia, cosi' come stabilisce il provvedimento stesso, bensi' almeno uno in ogni Regione. E' questo uno degli emendamenti di sintesi che i relatori al decreto, Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl) presenteranno martedi' alla commissione Industria del Senato che sta esaminando il testo del governo.
La commissione sara' impegnata in settimana in una marcia a tappe forzate con 12 sedute convocate tra martedi' e venerdi', comprese quattro notturne. Nelle scorse settimane si e' preferito lasciare ampio spazio all'illustrazione degli emendamenti e alla loro illustrazione per favorire l'incontro delle posizioni, ma ora e' il momento di stringere. E cosi' anche nel fine settimana i relatori si sono sentiti e domani pomeriggio si incontreranno a Roma per portare in commissione da martedi' una serie di emendamenti di sintesi. Uno degli articoli su cui sono piovuti parecchi emendamenti e' proprio quello sul tribunale delle imprese, il numero 2, accantonato giovedi' nella prima seduta in cui si e' iniziato a votare. Le proposte dei relatori, recependo molte richieste, saranno quelle di innalzare il numero di queste sezioni specializzate dei tribunali in modo che siano presenti in ogni sede di Corte d'Appello (26 in tutta Italia) o per lo meno, che ce ne sia uno in ciascuna regione. Il testo parlava di 12 in tutta la Penisola. Altra modifica riguarda il contributo per le spese giudiziarie che le imprese dovranno sostenere per ricorrere a tali sezioni specializzate. Il decreto quadruplica questo onere rispetto a quello ordinario, mentre i relatori proporranno un aumento minore (per es. il doppio).
Altra questione delicata e' la competenza di queste sezioni specializzate, e in particolare se in esse finiranno le class action da parte dei consumatori, come stabilisce il testo del decreto. Pdl, Pd e Idv hanno presentato emendamenti che tolgono questa competenza ai tribunali delle imprese. ''L'azione di classe – osserva al telefono la relatrice Vicari – e' promossa dai consumatori, sarebbe contraddittorio attribuirne la competenza a una corte che si occupa dei contenziosi tra imprese''.
''E bene che la class action – concorda l'altro relatore Bubbico – sia facilmente accessibil e da parte dei consumatori''. Risulta invece ancora lontano dalla soluzione un altro articolo accantonato, il numero 9, riguardante avvocati e professioni. L'obbligatorieta' del preventivo da parte degli avvocati, la cancellazione delle tariffe e il valore dei parametri per le prestazioni professionali sono nodi non ancora sciolti dai relatori.