ROMA, 22 GIU – ''L' eventuale pausa umanitaria, con la creazione di corridoi umanitari, non dovrebbe in ogni caso interferire con processo per la ricerca della soluzione politica che ha due linee invalicabili: una Libia unita e indivisibile e l'uscita di scena di Gheddafi che rappresenta il passato, mentre il futuro del paese appartiene al popolo libico''.
Cosi' il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, spiega la posizione italiana sulla Libia ribadendo che quella espressa oggi dal ministro Franco Frattini – uno stop umanitario per consentire gli aiuti – ''non è proposta specifica italiana''. Si tratta – torna a sottolineare Massari – di ''un'ipotesi che risulta essere stata discussa dalle quattro organizzazioni internazionali (UN, UA, Lega Araba e UE) nei giorni scorsi al Cairo''. Un'ipotesi di azione umanitaria ''selettiva, cioé dei corridori umanitari per favorire le operazioni ad hoc di assistenza umanitaria in alcune aree specifiche (come Misurata e le Montagne dell'ovest)'', aggiunge il portavoce.
''Laddove tale proposta si traducesse in appello ai paesi della coalizione – prosegue – l'Italia lo prenderebbe in esame con interesse e sarebbe pronta a discuterne, essendo la protezione dei civili un obiettivo chiave della missione. Occorrerebbe ovviamente anche il consenso dei paesi della NATO, del Gruppo di contatto, del Comitato di Transizione libico (Cnt)'', conclude Massari spiegando ''che in ogni caso non potrebbero essere messe in discussione la missione della Nato'' sulla base del mandato delle risoluzioni Onu.