ROMA, 8 OTT – ''Il governo venga in Senato a riferire quale sia stata la posizione assunta in sede Nato e quale sia l'attuale impegno delle Forze armate italiane nella missione 'Unified Protector', dal momento che la missione italiana in Libia e' ufficialmente scaduta''. E' quanto chiedono i senatori del Pd Giorgio Tonini, Gian Piero Scanu e Carlo Pegorer con un'interrogazione rivolta al ministro degli Esteri Frattini e al ministro della Difesa La Russa.
Il punto di partenza e' l'osservazione che ''il decreto 107/11 che proroga le missioni internazionali e stanzia 58 milioni di euro per quella in Libia, 'finalizzata alla protezione dei civili e delle aree a popolazione civile, nonche' per il rispetto del divieto di sorvolo nello spazio aereo', autorizza tuttavia tale la spesa per il periodo 1 luglio- 30 settembre 2011''. ''L'autorizzazione – dicono i senatori – rappresenta non solo un limite finanziario, ma anche un'autorizzazione politica alla prosecuzione delle operazioni militari nell'area, cui volutamente, a differenza delle molte altre previste nel decreto, e' stata data una scansione temporale ridotta. Eppure, il comunicato stampa diffuso a conclusione della riunione del 5 e 6 ottobre tra i ministri della Difesa della Nato e partner coinvolti nella missione, rende noto che la missione in Libia, nonostante si stia avvicinando il termine, non e' ancora conclusa. Il Governo – proseguono gli esponenti democratici – nonostante l'evidente vuoto legislativo a copertura della missione, non ha ritenuto ne' di assumere le necessarie determinazioni legislative d'urgenza attraverso l'emanazione di un decreto-legge, ne' di informare il Parlamento circa la decisione di prolungare la missione. La missione non ha dunque copertura legislativa. E di questo noi chiediamo conto''.
