ROMA, 15 LUG – Le dichiarazioni del colonnello libico Gheddafi sull'interruzione delle forniture di petrolio all' Eni ''lasciano il tempo che trovano'', dal momento che ''gli impianti petroliferi sono fermi da tempo, trattandosi di un Paese sotto embargo, che significa l'impossibilita' di stringere accordi economici con chicchessia''. E' l'analisi fatta da Stefania Craxi, intervistata dal Giornale, sulle ultime dichiarazioni del premier libico. Stefania Craxi sottolinea che viene riconosciuto come ''governo legittimo'' il consiglio di transizione, non il governo di Tripoli e fa sapere che ora ''il Cnt ha un problema di mezzi finanziari e di vendita dei prodotti petroliferi nella zona di Bengasi''.
''Il decreto di rifinanziamento delle missioni estere – aggiunge – ci consente l'uso dei beni libici congelati in Italia come garanzie per operazioni commerciali e crediti. Si apre la prospettiva di prestiti e forniture per diverse centinaia di milioni di euro'' e l'Eni sta gia' iniziando a fornire prodotti petroliferi raffinati, dietro copertura assicurativa della Sace, per 80 milioni di euro.