ROMA – ''La sentenza di oggi chiarisce perfettamente le nobili motivazioni per le quali De Benedetti abbia schierato tutto il suo potere finanziario e mediatico contro Berlusconi. C'e' dietro questa vicenda un intreccio di rapporti, poteri, accordi sui quali sarebbe opportuno fare chiarezza''. Lo afferma il sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto (Pdl).
''E' una vicenda complicata e quindi e' difficile farla comprendere a tutti – osserva Crosetto – Quello che sta succedendo pero' si potrebbe riassumere, in termini comprensibili a ognuno cosi': una persona compra una casa nel '91. Un'altra persona voleva quella casa. Tre giudici dicono che spetta alla prima. Nonostante questa decisione, su intervento politico si obbliga l'acquirente a cedere mezza casa all'altro, e tutto si sistema. Dopo qualche anno, il secondo decide di sollevare una causa dicendo che i giudici non hanno giudicato bene. Uno dei tre era amico dell'acquirente. Non importa che gli altri due avessero anche loro dato ragione al primo, si va in causa. Giudizio. In primo grado, si ordina al primo acquirente: oltre alla mezza casa che gia' gli hai dato, ora rimborsagli i soldi per la tua parte che non ha potuto comprare. Quanto? Due volte e mezza quanto vale oggi! In secondo grado, si inteneriscono e decidono che basta il doppio''.
''Se succedesse a chiunque sarebbe una follia del sistema giudiziario, succedendo a Berlusconi tutto va bene – sottolinea il sottosegretario del Pdl – Non e' concepibile che cio' succeda, mettendo in difficolta' un'azienda come la Fininvest che a differenza di quelle di De Benedetti ha sempre e solo creato ricchezza e posti di lavoro''.
