MILANO – Fininvest sembra avere i mezzi per pagare i 560 milioni di euro di risarcimento a Cir deciso dai giudici della corte d'appello di Milano per il Lodo Mondadori. La finanziaria della famiglia De Benedetti, invece, anche passando subito all'incasso non segnerebbe altrettante 'maxi' plusvalenze a bilancio e fino alla sentenza definitiva l'effetto sui conti Cir dovrebbe essere neutro. C'e' invece attesa per la reazione in Borsa lunedi', vista la moltitudine di societa' quotate coinvolte direttamente e indirettamente nella vicenda.
E' comunque complesso valutare a caldo il possibile impatto economico sui due imperi (circa 18 mila i dipendenti del gruppo Fininvest, 12.900 quelli del gruppo Cir): da un lato la situazione di cassa della Fininvest e' nota a livello patrimoniale solo nella fotografia di fine 2009, e dall'altro la vicenda resta comunque legata alle mosse legali delle parti nei prossimi giorni. Visto che la sentenza e' immediatamente esecutiva e' presumibile che Cir chieda subito il pagamento a Fininvest o forse anche a Intesa Sanpaolo, che su questo pagamento ha presentato una garanzia nel 2009, anche se non sono noti i termini del contratto di fideiussione (contro-garantita da Unicredit, Mps e Popolare di Sondrio). La holding presieduta da Marina Berlusconi potrebbe invece dal canto suo chiedere di sospendere in tutto o in parte l'esecuzione della sentenza, anche se ci dovrebbero essere validi motivi, come il rischio di un ''grave e irreparabile danno''. La vicenda e' del resto ormai nota, visto che e' regolata proprio da quei due articoli del codice di procedura civile (il 283 e il 373) sui quali nell'ultima settimana erano scoppiate le polemiche sulla 'Salva-Fininvest', la norma inserita e poi ritirata dalla manovra finanziaria, che avrebbe dovuto rivedere la materia.
Tornando alla 'forza' di Fininvest, a fine 2009 vantava una posizione finanziaria netta di 701,6 milioni, con disponibilita' liquide per 433,1 milioni. I nuovi dati del 2010 sono stati approvati una decina di giorni fa, ma il bilancio completo non e' stato ancora depositato. Per la capogruppo sono stati comunicati solo gli utili (87,1 milioni, contro i 217,8 del 2009) e patrimonio netto (2,52 miliardi contro 2,63 del 2009). Si tratta comunque di un terremoto, tanto piu' che la societa', fino ad ora non ha fatto alcun accantonamento per il rischio legato al Lodo. La stessa presidente Marina Berlusconi ha sottolineato che il risarcimento vale piu' del doppio della quota di Fininvest in Mondadori (capitalizza 610 milioni).
Quanto a Cir, se anche incassera' a stretto giro il 'tesoro' del Lodo, in base ai principi contabili sul trattamento dei fondi per rischi e oneri (Ias 37) dovrebbe comunque inserire la voce con un effetto finale neutro, indicando da una parte ad attivo la cifra come cassa e dall'altra a passivo la stessa somma come debito potenziale (in attesa della Cassazione). Alcuni analisti finanziari hanno gia' segnalato nei loro studi che fino alla sentenza definitiva, presumibilmente tra un altro anno, Cir non dovrebbe comunque usare questa cassa. Piu' in generale, si attendono invece una reazione piuttosto vivace alla riapertura della Borsa lunedi'. Cir e' attesa sugli scudi, mentre potrebbero finire sotto pressione le controllate Fininvest, Mondadori e Mediaset. L'effetto, anche 'emotivo', sui mercati e' pero' imprevedibile: nelle scorse settimane a un certo punto i riflettori si erano puntati su Ti Media (La7) puntando su un'acquisizione di Carlo De Benedetti, proprio legata al possibile incasso del Lodo. L'Espresso, controllata Cir nei media, aveva pero' bollato queste speculazioni come ''solo fantasie''.
