Luxuria invoca per i trans l’esenzione dal body scanner

Al body scanner del buon senso verrebbe inesorabilmente bloccata e a quello del ridicolo farebbe suonare ogni allarme. Vladimir Luxuria ha, come si dice, perso una buona occasione per tacere svilendo a livello di barzelletta la condizione umana e civile dei trans. Dagli amici mi guardi dio diceva una volta la saggezza popolare, non sbagliava.

Ecco il Luxuria-pensiero, se così si può dire: «Il diritto alla sicurezza non può prescindere dal rispetto della privacy altrui. Il body scanner é una violazione alla riservatezza sul proprio corpo, soprattutto per le persone su cui sono state impiantate delle protesi per motivi medici o estetici. Per le persone transgender poi – aggiunge l’ex deputato – dover passare attraverso il body scanner rappresenterà una grave umiliazione e, per alcuni paesi meno aperti e agenti troppo invadenti, potrebbe comportare addirittura il divieto o il ritardo di accesso sui voli».

Secondo questa visione iper corporativa di chi si impanca a profeta dei trans, “vedere” che l’apparato genitale non corrisponde all’abbigliamento è danno superiore ad ogni esigenza di sicurezza. Ma soprattutto Luxuria non si rende conto che chiedendo esenzione ed eccezione per i trans perpetua, anzi esige una loro proclamata diversità.

Luxuria chiede per i trans attestato di non normalità. Se si desse corso alle sue osservazioni cosa dovrebbe essere previsto in aeroporto? Il diritto a non passare nello scanner dichiarando (ad alta o bassa voce?) «Io no, io sono trans»? Immaginate la scena. E questa sarebbe la via per evitare l’umiliazione?

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