«Il momento era terribile, bisognava cercare di bloccare questa deriva stragista che era iniziata con la strage di Falcone e quindi questi contatti dovevano servire innanzitutto a questo, e poi ad avere degli interlocutori credibili»: lo dice in un’intervista al Tg 3 Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia che ricorda come «la trattativa si sia svolta in due fasi. La prima fase che siè conclusa con questo papello irricevibile; una seconda fase che nasce invece per un interesse personale di Ciancimino che vuole trasformare questo contatto in vantaggi personali, nel potere avere l’espatrio all’estero da dove poi potere comunque fare l’infiltrato, l’agente provocatore in materia di appalti, attraverso una sua società di costruzioni».
«Però tutto questo – osserva Grasso – non si realizza perché poi nel dicembre ’92 Ciancimino viene arrestato, il 15 gennaio ’93 viene arrestato Riina e poi le stragi prendono un’altra strada. Ma continua ed io ritengo che ci sia sempre un unico filo che collega le stragi iniziali, dall’omicidio Lima sino appunto a tutte le stragi tra cui quelle mancate dell’attentato all’Olimpico».
